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Venerdì, 01. Ottobre 2010
SCIENZA E CONOSCENZA
di bardesane, 19:24

TUTTI GLI ARTICOLI DEL BLOG SONO ELENCATI NELLA COLONNA DI DESTRA, SUDDIVISI IN 7 CATEGORIE: ASTRONOMIA, SCIENZA, RELIGIONI, ESOTERISMO, FATTI MISTERIOSI DEL PASSATO E DEL PRESENTE, CONTROINFORMAZIONE, TEORIA DEI NUMERI. BASTA CLICCARE COL MOUSE SUL TITOLO DELL'ARTICOLO PER LEGGERLO.

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PLATONE
di bardesane, 19:18

Vissuto ad Atene intorno al 400 a.c., Platone fu discepolo di Socrate. La sua Filosofia influenzò ed influenza tuttora le più alte correnti del pensiero umano, per cui è concordemente ritenuto uno dei più grandi filosofi della storia.
Come tutti quei pochi esseri umani che giungono ad una Conoscenza superiore, egli affermò l'irrealtà del mondo sensibile e che l'Uomo è prigioniero della rappresentazione mentale che gli danno i suoi sensi.
Secondo Platone, il mondo reale (iperuranio) è costituito dalle Idee. Le Idee sono il fondamento ontologico del mondo e si contrappongono alla vanità ed alla irrealtà del mondo sensibile.
Gli oggetti del mondo sensibile rappresentati nella nostra mente sono solo casi o esempi particolari delle Idee. La loro percezione risveglia in noi il ricordo di una data Idea: se diciamo che un oggetto è bello, non vuol dire che esso coincida con l'idea della bellezza nella sua perfezione ed immutabilità, ma solo che vi partecipa in misura più o meno limitata.
Dunque le Idee hanno caratteristiche opposte agli enti fenomenici: sono eterne, ingenerate e non soggette a mutamento.
Secondo Platone l'Anima umana è eterna, ma trasmigra da un corpo all'altro (Metempsicosi), per cui, al momento della morte, essa entra in contatto con il Mondo delle Idee e ne ha una coscienza più o meno consapevole a seconda del grado di perfezione raggiunto nel corso di innumerevoli trasmigrazioni.
Quando l'Anima si reincarna in un altro corpo, perde questa consapevolezza, per cui il suo progresso nella Conoscenza è solo Reminiscenza, cioè un ricordo sempre più cosciente delle Idee eterne.
L'Anima incarnata, prigioniera dei sensi, dimentica il Mondo delle Idee e scambia il mondo sensibile con il mondo reale.
Prima di Platone, questi concetti erano tenuti segreti e conservati dai più alti gradi iniziatici delle comunità misteriche come quella orfica e quella pitagorica. Le dottrine di queste comunità erano visibilmente influenzate dalle dottrine molto più antiche provenienti dal subcontinente indiano: i concetti di reincarnazione e di Illuminazione intesa come liberazione dal ciclo delle rinascite e ricongiungimento con il Divino sono tipici dell'Induismo.
Il compito del Filosofo è dunque quello di spingere al massimo la Reminiscenza, fino ad ottenere l'identificazione col mondo delle Idee. Ciò lo si ottiene solo attraverso la Noesis, cioè la conoscenza intuitiva, ben al di sopra della conoscenza logica-dialettica.
Anche in questo concetto, non possiamo non vedere le influenze che probabilmente hanno avuto le filosofie induista e buddhista sul pensiero filosofico greco più antico ed originale. D'altra parte si sa che Platone aveva compiuto numerosi viaggi tra cui uno in Egitto. Inoltre, tra i suoi antenati, figura Solone, di cui è famoso il viaggio in Egitto, dove apprese alcuni segreti dai sacerdoti di quel paese dalla civiltà tanto antica ("voi greci siete come dei bambini....").
Per quanto riguarda la Cosmologia del mondo sensibile, assume un particolare rilievo in Platone il mito del Demiurgo, forza ordinatrice di questo Universo, quasi a metà strada tra il Mondo delle Idee e la Materia.
Questa figura non aveva in Platone un aspetto negativo, ma questa caratteristica le fu attribuita da quasi tutte le correnti del pensiero gnostico sviluppatosi, più tardi, in epoca ellenistica, nel secondo e terzo secolo dopo Cristo: lo Gnosticismo identificava il Demiurgo platonico con il Dio della Bibbia, un Dio geloso, vendicativo, ignorante di tutto ciò che esisteva sopra di Lui. Questo Dio avrebbe creato un Mondo imperfetto e Regno del Male, pallida ed errata imitazione del mondo reale (il Pleroma). I concetti di Pleroma degli gnostici e di Mondo delle Idee di Platone sono quasi coincidenti.
Per concludere riportiamo questa significativa frase dello stesso Platone riguardo alla vera Conoscenza:
"Su queste cose non c'è un mio scritto, né ci sarà mai. In effetti la conoscenza della verità non è affatto comunicabile come le altre conoscenze, ma, dopo molte discussioni fatte su questi temi, e dopo una comunanza di vita, improvvisamente, come luce che si accende dallo scoccare di una scintilla, essa nasce dall'anima e da se stessa si alimenta".

ARTICOLI CORRELATI:

Platone, il mito della caverna

Religioni misteriche dell'antica Grecia

Reincarnazione

Gnosticismo

Induismo

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Lunedì, 16. Agosto 2010
LA TRADIZIONE ESOTERICA
di bardesane, 18:51

Non c'è nulla di nascosto che non debba essere rivelato e nulla di segreto che non debba essere conosciuto. (Gesù di Nazareth).

Dai primordi dell'Umanità, vene tramandata segretamente attraverso una catena di adepti aderenti a varie catene iniziatiche sparse in tutto il mondo, quella che viene comunemente chiamata la "Tradizione".
Non è scopo di questo breve articolo indagare sull'origine di queste conoscenze, ma solo di fare un po' di luce su questo insegnamento segreto.
In sintesi la Tradizione afferma che il mondo materiale, compresi noi stessi, non ha alcuna realtà e che l'Uomo è prigioniero in un mondo irreale a causa di sua una erronea rappresentazione della Realtà.
La causa dell'Errore sta nella distinzione che il singolo individuo fa tra Soggetto ed Oggetto: egli proietta fuori di se una inesistente realtà esterna che invece è presente solo nella sua mente. A causa di questa esteriorizzazione egli crea l'idea dell'Io (contrapposto al "mondo esterno"), idea altrettanto illusoria.
Tutte le differenti Tradizioni Esoteriche, sia orientali che occidentali, indicano la via per uscire da questo falso punto di vista e raggiungere la vera Conoscenza.
La Tradizione è dunque una Scienza e non è una Religione. L'equivoco è nato perchè gli insegnamenti tradizionali sono spesso custoditi nell'ambito esoterico di tutte le grandi religioni.
L'uomo comune vive proiettato verso l'esterno, convinto dell'esistenza di un mondo al di fuori di lui. Secondo le Dottrine Tradizionali questa convinzione è dovuta all' "ignoranza" intesa come l'errore che crea la distinzione tra Soggetto ed Oggetto e la credenza dell'esistenza di un io individuale, separato dal mondo.
L'Uomo ordina la sua esperienza mentale mediante le categorie dello spazio e del tempo che non hanno alcuna realtà oggettiva e sono le più difficili da spezzare: sono i pilastri della prigione mentale nella quale siamo prigionieri.
Quando nell'Adepto sorge la Consapevolezza, in lui si distrugge la credenza nell'io individuale e nell'esistenza di un mondo esterno separato dall'io. Egli si fonde con l'unico Principio Universale. Questo stato che egli raggiunge viene chiamato "illuminazione" o "liberazione".
La Metafisica della Tradizione consiste nella coscienza dell'esistenza di un Principio al di fuori dell'essere, del non essere, dello spazio e del tempo che genera la Manifestazione. Questa generazione è un processo spontaneo che nulla toglie al Principio Supremo, ma gli esseri senzienti che si trovano nel piano della Manifestazione sono tratti in inganno per i motivi citati sopra.
Quando l'essere senziente si libera dei lacci dell'illusione, prende coscienza della sua identità col Principio Supremo.
A titolo di chiarimento, riportiamo alcune sintesi di scuole e pensatori, che sicuramente derivano dalla primordiale fonte tradizionale:

INDUISMO  (XX° secolo a.c.)
Esiste un Principio Supremo, il Brahman, privo di qualsiasi forma o definizione, indescrivibile, incorporeo, infinito, assoluto, trascendente ed immanente, eterno, senza inizio, senza fine, al di là di qualsiasi speculazione filosofica o moto devozionale.
Questo Principio si manifesta attraversi i cicli cosmici: i Kalpa.
Quando inizia un Kalpa (un nuovo universo), il primo essere che nasce è Brahma (da non confondersi col Brahman): Egli è l'Architetto dell'Universo, il "Padre" di tutti gli esseri ed il suo aspetto "personale" è Ishvara che può essere ben identificato col Dio delle Religioni Monoteiste.
Un Kalpa è chiamato "il giorno di Brahma" e consiste nella nascita dell'Universo, nella sua evoluzione, nella successiva involuzione e nella sua fine. I Kalpa sono infiniti. Quando termina un Kalpa tutti i piani dell'esistenza che conosciamo e non conosciamo vengono riassorbiti, compreso il mondo divino. Ciò che resta immutabile è solo il Brahman. Poi ricomincia un nuovo Kalpa.
L'Uomo, come tutti gli altri esseri viventi di tutto l'Universo, è prigioniero nella manifestazione e neanche con la morte raggiunge la liberazione, ciò perchè una delle credenze fondamentali dell'Induismo è la Reicarnazione: ogni azione compiuta durante la vita di un essere vivente produce un Karma che può essere positivo o negativo, a seconda della qualità dell'azione. Quando un essere vivente muore, il suo Karma causa la nascita di un altro essere vivente. A seconda del Karma accumulato la rinascita può avvenire nel mondo divino, nel mondo umano o nel mondo animale. La rinascita può avvenire in qualsiasi punto dell'Universo e non necessariamente sul nostro pianeta. Questo ciclo di rinascite costituisce il Samsara.
Nell'Uomo, però, esiste un principio superiore, l'Atman, che è prigioniero della Materia, ma per lui c'è la possibilità di sfuggire all'eterno ciclo delle rinascite. I Rishi, quegli asceti che si ritiravano per anni in solitudine nelle foreste per scoprire la Verità, giunsero a questa sublime scoperta: l'identità dell'Atman col Brahman e l'illusorietà di tutto il mondo sensibile: sia l'universo fenomenico, sia la nostra coscienza, sia il corpo, che le nostre esperienze, sono realtà illusoria. Compito dell'Uomo è di rompere l'illusorio velo di Maya che gli impedisce di vedere la realtà e prendere coscienza di questa identità (illuminazione).

FICHTE (1762 - 1814 d.c.)
L'unica vera Prima Realtà è l'Io.
1) L'Io pone se stesso.
2) Nel momento in cui l'Io si è posto si forma l'idea di Non-Io, cioè che esista qualcosa di diverso dall'Io.
3) A questo punto l'Io, ora limitato dal Non-Io, si frammenta nella molteplicità degli esseri senzienti.
Se in uno specchio c'è una immagine, quando si rompe lo specchio tutti i frammenti hanno la stessa immagine. Quanto detto non avviene nel tempo ( il tempo è insieme allo spazio una delle due categorie con cui gli esseri senzienti ordinano la percezione ), ma è un processo istantaneo, sta avvenendo adesso! E' praticamente quello che nei grandi sistemi di pensiero tradizionali viene chiamato "La Caduta". In pratica la triste situazione del singolo io empirico è dovuta ad un turbamento dell'Assoluto che si è posto come Io, creando così, non volutamente il Non-Io e frammentandosi nei singoli io.

PLOTINO (273 - 270 d.c.)
L'unica vera Prima Realtà è l'Uno. Esso è prima di tutto ciò che esiste. L'Uno è al di sopra delle categorie dell'Essere e del Non-Essere. La Realtà emana dall'Uno. L'Uno non è sminuito da questa emanazione, perchè Esso è al di sopra dell'Essere e del Non-Essere, al di fuori del Tempo e dello Spazio: l'Uno è pensiero di pensiero, che pensa se stesso e, da questa attività teoretica, emana spontaneamente la Realtà. Nel "momento" in cui l' Uno si autointuisce, emana la Realtà: l'Uno é la candela, la Realtà è la sfera luminosa che si espande intorno; l'Uno è la sorgente, la Realtà è il ruscello che scende a valle. Dunque non c'è nessuna "creazione", ma il Reale procede dall'Uno per emanazione.
La prima emanazione dell'Uno è l'Intelletto (Nous) : l'Uno si sdoppia in un soggetto contemplante e in oggetto contemplato, ma questa azione già non appartiene più all'Uno, perchè in Esso non c'è alcun dualismo: l'Uno esce da Se in un processo spontaneo al di fuori del Tempo. Nell'Intelletto c'è la piena identità tra Soggetto ed Oggetto.
Anche l'Intelletto ha una sua attività produttiva, simile all'Uno: pensa e fa derivare da Se l'emanazione successiva: Soggetto ed Oggetto si separano ed il "pensato" è la terza emanazione: l'Anima. Nell'atto di pensare se stesso, l'Intelletto non è più uno, ma un "uno-molti": grazie a questa diversificazione, Esso può pensare. L'Anima, terza emanazione, è l'Oggetto del pensiero dell'Intelletto.
L'Anima poi, si sdoppia in un'Anima Superiore ed un'Anima Inferiore. Sarà quest'ultima che vitalizzerà il Cosmo.
L'Anima umana si trova esiliata in questo mondo ed avverte in maniera più o meno consapevole la "nostalgia" del ritorno. Per ritrovare la via verso l'Uno e trascendere se stessi, occorre sprofondare in se stessi, prendendo coscienza di ciò che non ci appartiene. Occorre liberarsi dalle catene e dagli idoli della vita per arrivare a contemplare la verità. L'Estasi consiste nella identificazione dell'Anima individuale con l'Uno: l'Uno non viene contemplato, ma viene riconosciuto come l'Anima stessa.

GNOSTICISMO (II° - III° secolo d.c.)
L'Universo non ha alcuna realtà. Esso è nato da un Errore a causa di un fenomeno che possiamo chiamare "la Caduta". La Realtà viene chiamata da tutti i pensatori gnostici il Pleroma. Il Pleroma è formato dall' Uno inconoscibile dal quale discendono una serie di Eoni. Gli Eoni sono entità splendenti e meravigliose. Per gli Gnostici cristiani, uno degli ultimi Eoni è il Cristo. L'ultimo Eone in ordine di gerarchia si chiama Sophia, la Sapienza.
Sophia, piena di Amore per l'Uno, tenta di risalire per conoscerlo. Ciò provoca un cataclisma immane: Sophia precipita in basso e genera Yaldabaoth (Yahve), il Dio creatore di questo mondo e, al di sotto di lui, altri sette Arconti. Yaldabaoth, ignaro di tutto ciò che era al di sopra di lui crea questo Universo che è una specie di aborto. Nell'Universo materiale resta imprigionata Sophia. Yaldabaoth sarebbe il Dio della Bibbia. Egli crea l'uomo su questo pianeta: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza". Egli parla sempre al plurale perchè opera insieme agli Arconti. Però, a sua insaputa, nell'Uomo resta imprigionata la scintilla di Sophia. Adamo, disobbedendo al comando di Yaldabaoth, conosce la verità cioè che al di sopra di Yaldabaoth era l'Uno supremo inconoscibile ed il mondo reale del Pleroma.
Compito dello Gnostico è di ritrovare Sophia (la Sapienza) e liberarla dal potere degli Arconti (le forze che la tengono imprigionata nella Manifestazione) e "con Lei" risalire al Pleroma.

QUESTE SONO LE PRIME PAROLE CHE IL PRINCIPE GAUTAMO SIDDHARTA BUDDHA PRONUNCIO' SUBITO DOPO AVER CONSEGUITO L'ILLUMINAZIONE:

"Ho corso lungo innumerevoli esistenze, sperimentando la vita quale dolore che si rinnova, alla ricerca di chi ha costruito la casa, senza trovarlo. O artefice! Ora ti ho scoperto, non costruirai piu' una nuova casa!
Sono infrante le tue travi, quella di colmo e' crollata: liberata dal ciclo degli impulsi indisciplinati, la mente ha finalmente estinto ogni attaccamento".

QUESTI SONO TRE FRASI TRATTE DALLE UPANISHAD, CHE VALGONO PIU' DI TUTTO QUESTO UMILE ARTICOLO:

"Questo supremo Brahman, atman universale, immensa dimora di tutto ciò che esiste, più sottile di ogni cosa sottile, costante: in verità é te stesso, perché Tu sei Quello" (Kaivalya Upanishad, I, 16).

"Quando si é conosciuto l'atman supremo, che riposa in un posto nascosto, senza parti e senza dualità, quale Testimone, esente dall'essere e dal non-essere, si perviene alla condizione dell'atman universale" (Kaivalya Upanishad II, 23-24).

"Colui il quale conosce questo supremo Brahman, costui diventa il medesimo Brahman" (Mundaka Upanishad, III, II, 9).

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Venerdì, 01. Gennaio 2010
GNOSTICISMO
di bardesane, 19:27

Lo Gnosticismo è una dottrina che ebbe il massimo sviluppo nei primi due secoli dopo Cristo. I punti fondamentali del pensiero gnostico sono però molto più antichi per cui spesso si distingue tra uno Gnosticismo Pagano ed uno Gnosticismo Cristiano. In questo periodo si svilupparono innumerevoli sette Gnostiche. La Chiesa Cristiana avversò duramente questa dottrina considerandola una pericolosa eresia, per cui lo Gnosticismo scomparve del tutto nel terzo secolo dopo Cristo, però la dottrina fu segretamente tramandata per tutto il Medio Evo. La recente scoperta a Nag Hammadi di una intera biblioteca gnostica ha però riaperto l'interesse su questa dottrina ed ha fatto nascere il serio dubbio che la dottrina cristiana, definitivamente sistemata nei primi Concili della Chiesa, non corrispondesse al reale insegnamento di Cristo o che quantomeno esistesse una dottrina segreta che Cristo avrebbe comunicato solo ai suoi discepoli ed a pochi altri. In questa nota cercherò di esporre i principi fodamentali dello Gnosticismo, comuni a tutte le sette:
L'Universo non ha alcuna realtà. Esso è nato da un Errore a causa di un fenomeno che possiamo chiamare "la Caduta". La Realtà viene chiamata da tutti i pensatori gnostici il Pleroma. Il Pleroma corrisponde bene al mondo delle Idee di Platone. Il Pleroma è formato dall' Uno inconoscibile dal quale discendono una serie di Eoni. Gli Eoni sono entità splendenti e meravigliose. Per gli Gnostici cristiani, uno degli ultimi Eoni è il Cristo. L'ultimo Eone in ordine di gerarchia si chiama Sophia, la sapienza.
Sophia, piena di Amore per l'Uno, tentò di risalire per conoscerlo. Ciò provocò un cataclisma immane: Sophia precipitò in basso e generò Yaldabaoth (Yahve) il Dio creatore di questo mondo e, al di sotto di lui, altri sette Arconti. La figura di Yaldabaoth corrisponde bene al Demiurgo di Platone. Yaldabaoth, ignaro di tutto ciò che era al di sopra di lui creò questo Universo che fù una specie di aborto. Nell'Universo materiale restò imprigionata Sophia. Yaldabaoth sarebbe il Dio della Bibbia. Egli creò l'uomo su questo pianeta: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza". Egli parlava sempre al plurale perchè operava insieme agli Arconti. Però, a sua insaputa, nell'Uomo restò imprigionata la scintilla di Sophia. Adamo, disobbedendo al comando di Yaldabaoth, conobbe la verità cioè che al di sopra di Yaldabaoth era l'Uno supremo inconoscibile ed il mondo reale del Pleroma.
Sophia era angosciata e disperata per cui il Cristo, mosso a pietà, discese attraverso le sette sfere degli Arconti e giunse nel mondo per liberarla ed insegnare agli uomini la vera dottrina. Per questo Yaldabaoth procurò, attraverso il suo popolo eletto, di farlo morire in croce. Ovviamente morì l'uomo Gesù, mentre l'Eone Cristo risalì al Pleroma.
Quanto detto finora può sembrare una favola, ma va inteso nel suo senso metafisico, proprio come la Bibbia non và interpretata nel suo senso letterale.
Dunque questo mondo, creato da un Dio inferiore, è visto dallo Gnostico come il Male metafisico. Lo gnostico in questo mondo è straniero (allogeno). D'altra parte, poichè lo Gnostico conosce la vertità, non è sottoposto alla Legge, per cui ha la più ampia libertà di conportamento.
Compito dello Gnostico è trovare Sophia (la sapienza) e, insieme a Lei risalire nel Pleroma.
Si noti che il tempo è, insieme allo spazio, una delle due categorie con cui la nostra mente ordina i dati che provengono dall'esterno. Nel Pleroma il tempo non esiste per cui quanto esposto avviene qui, adesso ed in ogni istante e lo Gnostico può invertire il movimento e risalire al Pleroma. Questa azione è quella che nell' Induismo e successivamente nel Buddismo viene chiamata l'Illuminazione: è come quando guardando una particolare figura, scopro all'improvviso un'altra figura che si nascondeva nel disegno e vedo il disegno completamente in un altro modo. Poi, se voglio, posso anche rivedere la vecchia figura, ma ormai sono sempre in grado di distinguere la figura nuova. Si noti che il disegno è sempre lo stesso.
Per la dottrina Gnostica la maggioranza degli esseri umani è costituita dagli Ilici che nascono, si riproducono e muoiono vivendo come gli animali o peggio, senza capire niente e vittime delle passioni. Poi c'è una minoranza, gli Psichici, che sono capaci di ragionamento e di conoscere la Verità in via discorsiva. Infine ci sono gli Gnostici, capaci di giungere alla Verità di fatto.
La dottrina è stata conservata gelosamente per tutto il Medio Evo dai Cavalieri Templari e da molti altri ordini cavallereschi. Era conosciuta anche dai Catari che pure vennero sterminati nel Medio Evo.
Nella Bibbia si legge "Io sono un Dio geloso, non esiste altro Dio fuori di me". Niente di più falso per lo Gnostico che, per questa sapienza, sarà sempre avversato dalle Potenze di questo Mondo. Nel Vangelo Gesù dice di rallegrarsi quando ciò avviene.
Dalla morte di Gesù sono stati scritti innumerevoli Vangeli, ma la Chiesa li ha rigettati tutti tranne quattro definendo gli altri "Apocrifi". I più noti degli apocrifi (ritrovati per caso da un contadino a Nag Hammadi) sono il Vangelo di Filippo, Il vangelo di Tommaso, il Vangelo di Verità, il Vangelo di Maria. In tutti questi testi, la dottrina gnostica si evince chiaramente. Ma anche il prologo del Vangelo di Giovanni, sfuggito alla censura della Chiesa, è ricco di significati gnostici. Comunque il testo fondamentale per conoscere appieno la dottrina Gnostica è la Pistis Sophia che recentemente è stata pubblicata in italiano.

Nel Vangelo di Maria, non riconosciuto dalla Chiesa, c'è questo interessante brano:
Maria Maddalena dice: « Quello che a voi è nascosto io ve lo comunicherò. »
Seguono alcuni passi in cui Maria Maddalena riporta alcuni insegnamenti segreti di Gesù che coincidono con alcuni elementi esposti nel post di bardesane, ma poi seguono questi brani:
"Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: - Che cosa pensate di quanto lei ha detto? Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto questo. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente delle opinioni diverse."
"Riguardo a queste stesse cose, anche Pietro replicò interrogandoli a proposito del Salvatore: - Ha forse egli parlato in segreto a una donna prima che a noi e non invece apertamente? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l'ha anteposta a noi ?"
Ora, o si ammette che alcuni Apostoli ignoravano la dottrina segreta di Gesù, o si deve pensare che Maria Maddalena dicesse il falso.
Il Vangelo così prosegue:
" Maria allora pianse e disse a Pietro: - Pietro, fratello mio, che credi dunque? Credi tu ch'io l'abbia inventato in cuor mio o che io mentisca a proposito del Savatore ?"
Levi replicò a Pietro dicendo: "Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari. Se il Salvatore l'ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v'è dubbio che il Salvatore la conosca bene, perchè amò lei più di noi."

Possiamo affermare che lo Gnosticismo sia sopravvissuto nell'Europa Medioevale nella ideologia dei Catari. I Catari sono già menzionati nel Concilio di Nicea del 325, ma il loro grande sviluppo si ebbe sopratutto tra il 1150 ed il 1250 in Francia dove spesso venivano chiamati Albigesi dal nome della città francese di Albi. La ideologia dei Catari giunse in Europa dalla Terra Santa attraverso l'Impero Bizantino, ma anche portata dai Cavalieri reduci dalla Crociate.La dottrina dei Catari si basava su di un dualismo di tipo gnostico: essi professavano una dottrina in base alla quale il Rex Mundi (il re del mondo) creatore del mondo materiale era opposto al re d'Amore, il Padre che Cristo era venuto a far conoscere all'umanità. Derivavano tale dottrina dai passi del Vangelo nei quali Gesù affermava la irriducibile opposizione tra "il Regno dei Cieli" ed il Regno di questo mondo ed invitava i discepoli a ricercare il Regno dei Cieli.
Per i Catari, il Mondo Materiale era un inganno del Dio Creatore per irretire le anime degli uomini e distoglierli dalla conoscenza della vera realtà. Come molte altre sette gnostiche ritenevano riprovevole l'atto sessuale quando finalizzato alla procreazione, perchè, in tal modo, si sarebbe imprigionato lo spirito in altri esseri viventi. Inoltre essi erano Docetisti, cioè ritenevano che Gesù aveva solo in apparenza un corpo mortale: Come gli Gnostici, ritenevano che Cristo fosse un Eone emanato dal Dio della Luce.
La dottrina Catara si basava dunque sulle opposizioni tra Spirito e Materia, tra Luce e Tenebra, tra Bene e Male, e sulla considerazione che tutto il creato era un grande tranello di un Dio Creatore inferiore per imprigionare l'anima umana. Dunque il compito dello Spirito Umano era quello di liberarsi della prigionia del Corpo dell'Uomo e ricongiungersi con Dio Padre, cosa che doveva avverarsi durante la vita, perchè, altrimenti, l'anima umana era costretta ad ulteriori reincarnazioni, fino a raggiungere la liberazione finale.
La Chiesa Cattolica riteneva il Catarismo una pericolosa eresia tanto più che il numero dei fedeli di questa dottrina aumentava enormemente ed in Francia si era sviluppata una vera e propria Chiesa Catara, rivale della Chiesa di Roma. Nel 1208 il papa Innocenzo III indisse una prima Crociata contro gli Albigesi in Francia, ma, nonostante i grandi massacri, non ebbe grande successo: i Catari si ripresero, anzi i loro fedeli continuarono ad aumentare. Fu proprio la "Eresia" Catara ad indurre la Chiesa Cattolica ad istituire il Tribunale della Santa Inquisizione e così iniziarono le torture ed i roghi per i Catari che cadevano nelle mani della Chiesa. Allora la Crociata riprese slancio e ricominciarono i massacri degli Albigesi ( famoso quello di Beziers nel quale i Crociati affermavano di aver sterminato un milione di Catari tra uomini, donne e bambini). L'ultima resistenza dei Catari fu nella roccaforte di Montsegur nel 1244.

IL Vangelo di Tommaso, rigettato dalla Chiesa, fu scoperto nel 1945 tra i famosi manoscritti di Qumran. Esso risale alla prima metà del primo secolo dopo Cristo ed è perciò più antico dei quattro Vangeli accettati dalla Chiesa. Questi ultimi sono poi stati rielaborati nei secoli successivi con aggiunte e cancellazioni, come ha riconosciuto la critica esegetica moderna. Dal Vangelo di Tommaso si evincono bene le tesi gnostiche secondo le quali il Cristo è venuto a farci conoscere il Vero Dio Nascosto e che il mondo è stato invece creato da un Dio inferiore arrogante, Geloso e Millantatore (il Dio della Bibbia) insieme agli Arconti. Qui riportiamo alcuni passi di tale Vangelo:

Gesù disse, "Chi non odierà suo padre e sua madre non potrà essere mio discepolo, e chi non odierà fratelli e sorelle, e porterà la croce come faccio io, non sarà degno di me."
(per chi conosce lo gnosticismo, il padre e la madre sono i fabbricatori di questo mondo, ben diversi dal Padre nascosto che il Cristo è venuto a farci conoscere)

Gesù disse, Il regno del Padre è come un uomo che ha dei semi. Il suo nemico di notte gli ha piantato erbacce fra i semi. L'uomo non ha voluto che i braccianti gli strappassero le erbacce, ma ha detto loro, 'No, altrimenti per strappare le erbacce potreste finire per strappare anche il grano. Poiché il giorno del raccolto le erbacce saranno molte, e saranno strappate e bruciate."
(per chi conosce lo gnosticismo, il nemico è il Dio della Bibbia fabbricatore di questo mondo e le erbacce sono i sui figli: la maggioranza dell'umanità, mentre il grano sono i figli del Dio nascosto)

Gesù disse, "Mostratemi la pietra scartata dai costruttori; quella è la chiave di volta."
(per chi conosce lo gnosticismo, la pietra sono i pochi figli del Dio nascosto non fabbricati dai "costruttori" di questo mondo)

Gesù disse, "Distruggerò questa casa, e nessuno sarà in grado di ricostruirla"
(per chi conosce lo gnosticismo la casa è questo mondo)

"Date all'imperatore quello che è dell'imperatore, date a Dio quello che è di Dio, e date a me quel che è mio."
(per chi conosce lo gnosticismo, qui Dio è il fabbricatore di questo mondo. La Chiesa ha così cambiato il verso: "date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio")

Gesù disse, "Chi conosce il padre e la madre sarà chiamato figlio di meretrice".
(per chi conosce lo gnosticismo, il padre e la madre sono i fabbricatori di questo mondo)

Gesù disse, "i miei discepoli sono come bambini in un terreno che non gli appartiene"
(per chi conosce lo gnosticismo, il terreno è questo mondo fabbricato dal Dio della Bibbia e dagli Arconti).

Gesù disse, "In molti si affollano davanti alla porta, ma sarà il solitario ad entrare nella camera nuziale."

Gesù disse, "Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto una carcassa, e di chiunque ha scoperto una carcassa il mondo non è degno."

Gesù disse, "Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto un cadavere, e chi ha scoperto un cadavere è al di sopra del mondo."

Gesù disse, "Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno turbati. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."

Gesù disse, "Se i vostri capi vi diranno, 'Vedete, il Regno è nei cieli', allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari', allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa."

Gesù disse, "Vi offrirò quello che nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha udito, nessuna mano ha toccato, quello che non è apparso nel cuore degli uomini."

Gesù disse, "Se non vi allontanate dal mondo, non troverete il Regno"

Gesù disse, "Vi dico che chiunque fra voi diventerà un bambino riconoscerà il regno e diventerà il più grande"

Gesù disse, "Beati coloro che sono soli e scelti, perché troveranno il regno. Poiché da lì venite, e lì ritornerete."

Gesù disse, "Ho preso il mio posto nel mondo, e sono apparso loro in carne ed ossa. Li ho trovati tutti ubriachi, e nessuno assetato. Il mio animo ha sofferto per i figli dell'umanità, perché sono ciechi di cuore e non vedono, poiché sono venuti al mondo vuoti, e cercano di andarsene dal mondo pure vuoti. Ma nel frattempo sono ubriachi. Quando si libereranno dal vino, cambieranno condotta."

Gesù disse, "Nessun profeta è benvenuto nel proprio circondario; i dottori non curano i loro conoscenti."

Gesù disse, "Se un cieco guida un cieco, entrambi cadranno in un fosso."

Gesù disse, "Quando vi spoglierete senza vergognarvi, e metterete i vostri abiti sotto i piedi come bambini e li distruggerete, allora vedrete il figlio di colui che vive e non avrete timore."

Gesù disse, "Spesso avete desiderato ascoltare queste parole che vi dico, e non avevate nessuno da cui ascoltarle. Vi saranno giorni in cui mi cercherete e non mi troverete."

Gesù disse, "Se vi diranno 'Da dove venite?' dite loro, 'Veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé, si è stabilita, ed è apparsa nella loro immagine. ' Se vi diranno, 'chi siete voi?' dite, 'Siamo i suoi figli, e siamo i prescelti del Padre vivente. ' Se vi chiederanno, 'Qual è la prova che il Padre è in voi?' dite loro, 'È il movimento e la quiete. "

Gesù disse, "Io rivelo i miei misteri a coloro che ne sono degni. Che la vostra mano sinistra non sappia cosa fa la destra."

Gesù disse, "Beati voi, quando sarete odiati e perseguitati e non resterà alcun luogo, dove sarete stati perseguitati."

Gesù disse, "Il regno del Padre è come un mercante che ricevette un carico di mercanzia e vi trovò una perla. Il mercante fu accorto; vendette la mercanzia e si tenne solo la perla. Così anche voi, cercate il tesoro che è eterno, che resta, dove nessuna tarma viene a rodere e nessun verme guasta."

I discepoli gli dissero, "I tuoi fratelli e tua madre sono qui fuori. Lui disse loro, "Quelli che fanno il volere del Padre mio sono i miei fratelli e mia madre. Sono quelli che entreranno nel regno di mio Padre."

Gesù disse, "Di quelli che hanno trovato se stessi, il mondo non è degno"

Riporto un antico documento gnostico che chiarisce bene la dottrina di questa fede dimenticata:

Nell'indicibile profondità erano due grandi luci: l'Uomo Primo, o Padre, ed il Figlio suo, l'Uomo secondo; ed altresi' lo Spirito Santo, la Donna prima o Madre di tutti i viventi. Al di sotto di questa Triade eravi una massa torpida composta dai quattro grandi elementi, chiamati Acqua, Tenebra, Abisso e Caos. La Madre Universale covava sulle acque. Il Primo Uomo e l'Uomo secondo, innamorati della sua bellezza, produssero da lei la terza grande luce: il Cristo. Questo fu il parto della mano dritta della Grande Madre .Ma una stilla di luce cadde in basso, dalla mano sinistra, nella Materia Caotica. Questa fu chiamata Sophia, o Sapienza, la Madre del mondo. Ma, per il semplice contatto con le acque dello spazio, ella, prima di ascendere alla regione Media, aveva di già generato un figlio, il principale potere creativo del mondo sensibile: questo figlio era Yaldabaoth che, a sua volta, generò, uno dall'altro, i sette grandi poteri formativi dell'universo sensibile: i sette Arconti. E Yaldabaoth era arrogante e millantatore ed esclamò: "Io sono Padre e Dio e non vi è alcuno sopra di me". Ma Sophia, udendo tal cosa, gridò al suo figliuolo: "non mentire, Yaldabaoth, poiché al di sopra di te vi è il Padre Supremo, il Primo Uomo, e l'Uomo figlio dell'Uomo". E tutti i Poteri furono sorpresi della parola, ma, Yaldabaoth, per distogliere la loro attenzione, gridò: "Facciamo l'uomo a seconda della nostra immagine". Cosi' essi fecero l' "uomo", ed egli giacque come un verme sul terreno, fino a che non lo portarono ad Yaldabaoth che soffiò in lui l'alito di vita, vale a dire il fluido di luce che aveva ricevuto da Sophia e l'uomo, ricevendolo, immediatamente rese grazie all'Uomo Primo e disprezzò i propri fabbricatori (gli Elohim). In seguto a ciò, Yaldabaoth (Yahweh) fù geloso e divisò di privare Adamo della scintilla di luce, formando la donna. Ed i sette poteri creativi furono innamorati di Eva, e da essa generarono gli Angeli e cosi' Adamo di nuovo cadde sotto il potere di Yaldabaoth e degli Arconti. Allora Sophia, la Sapienza, mandò il serpente (la mente) nel paradiso di Yaldabaoth e Adamo ed Eva dettero ascolto ai suoi savi consigli e cosi', ancora una volta, l'uomo fù liberato dal dominio del potere creativo e trasgredi' l'ordine di ignoranza di qualsiasi potere più alto di lui, imposto da Yaldabaoth. Per il ché, Yaldabaoth li cacciò dal suo paradiso ed insieme ad essi, cacciò il serpente, la "mente". Dopo la cacciata, i corpi di Adamo ed Eva diventarono sempre più densi e sempre più deboli ed essi conobbero di portar seco la morte. Ma Sophia, la Sapienza, non trovando pace ne in cielo ne in terra, implorò l'aiuto della Grande Madre e questa,mossa a compassione, pregò il Primo Uomo di mandare il Cristo ad aiutarla. Ed il Cristo, suo fratello e sposo, venne in suo aiuto discendendo attraverso le sette sfere, privando gli Arconti del loro potere. Egli fece opere possenti, insegnò agli eletti il Padre Sconosciuto e si proclamò apertamente Figlio del Primo Uomo. Per il chè gli Arconti, e specialmente Yaldabaoth, presero misure per ucciderlo; cosi' Gesù, l'uomo, fu da loro crocifisso, ma Cristo e Sophia salirono in alto all'Eone incorruttibile.

Vorrei dire due parole sugli Arconti:
La frase ebraica della Genesi:
"Bereshit barà Elohim et hashamayim ve'et ha'arets"
è stata tradotta:
"In principio Dio creò il cielo e la terra"
ma Elohim (tradotto con la parola Dio) è un sotantivo plurale: è il plurale di Eloah da cui poi è derivato l'arabo Allah. Nella Bibbia Dio viene menzionato innumerevoli volte col sostantivo plurale Elohim. Si noti che in ebraico il suffisso -im è utilizzato per rendere il plurale di un sostantivo, proprio come il suffisso -s per la lingua inglese.
D'altra parte Dio parla al plurale anche in altri due passi significativi della Genesi:
"Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra"
"Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!"
Sono dunque evidenti i riferimenti agli Arconti di cui parla lo Gnosticismo.
La nascita del primo Arconte (Yaldabaoth) è dovuta all'Eone Sophia che, ha generato senza congiungersi al suo naturale compagno, ma unendosi al desiderio che essa provava per l'Ente Supremo. Da Yaldabaoth procedettero poi gli altri sei Arconti.
Gli Arconti sono quindi le potenze responsabili della creazione dell'uomo e del mondo materiale, ma anche le potenze che, grazie al loro ricordo dell'armonia e dell'ordine del Pleroma, danno le regole del Cosmo e del Tempo. Ma la loro funzione non si limita a questo. Essi sono anche il maggiore ostacolo al ritorno dell'uomo verso il Dio occulto. La loro opera si esplicita proprio nel soggiogare l'uomo con le loro regole.
Gli Arconti sono concepiti come esseri invisibili che tengono imprigionati gli uomini, impedendo loro di conoscere la verità, di riconoscere in loro la scintilla divina che li accomuna a Dio. E' quindi questa la conoscenza, la consapevolezza di cui gli uomini sono defraudati: essi sono ridotti in uno stato di schiavitù psichica dagli Arconti.
Interessante è anche questo brano tratto dalla lettera di san Paolo agli Efesini:
"La nostra lotta non è contro la carne ed il sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre".


Il maggiore studioso dello Gnosticismo è stato senz'altro il filosofo Hans Jonas ed il suo libro "Gnosticismo" è decisamente l'opera più chiara e completa su questa corrente di pensiero. Questa è la sua descrizione dello Gnostico nei confronti dell'Universo:
"L’Uomo Gnostico disprezza il Cosmo perché questo lo separa dalla sua aspirazione inattuabile di ricongiunzione con la divinità. Il Demiurgo Maligno, creatore del Cosmo, ha precipitato l’uomo nel Cosmo. La coscienza della separazione è la sensazione della mancanza del Divino, il sentimento di esule che il pneuma, lo spirito interiore di origine divina, marca drammaticamente e disperatamente la condizione umana. L’angoscia è il sentimento che risveglia l’interiorità umana. Quest’angoscia fonda la Gnosi, la conoscenza, sola cosa che può liberarlo dai legami cosmologici e fargli riscoprire la sua essenza. La Gnosi è lo strumento di battaglia, ciò che aiuta l’uomo a rompere i lacci che lo legano al mondo, a separarlo definitivamente dal cosmo e in definitiva dalla sua stessa natura materiale, dal suo corpo imprigionante l’Io pneumatico, l’essenza spirituale. La Gnosi non rappacifica l’uomo col cosmo, ma ne decreta la rottura".

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LA SCIENZA SEGRETA
di bardesane, 19:21

E' difficile convincersi che non vi è nulla di esterno alla propria mente. "Tat tvam asi" , tu sei quello, si legge nella Chandogya Upanishad scritta oltre 1000 anni prima di Cristo in epoca vedica dagli indoariani. "Esse est percipi", esistere è essere percepito, scriveva il filosofo George Berkeley nel settecento. "Gnoti Sauton" , conosci te stesso, si leggeva sull'architrave dell'ingresso dell'oracolo di Delphi nell'antica Grecia. Basta fermarsi un attimo a riflettere per convincersi che è proprio così: Il tavolo di fronte non sta "la", ma è nelle mia mente. L'uomo occidentale moderno ha perso completamente questa consapevolezza e vive tutto proiettato verso l'esterno. Nelle civiltà Tradizionali invece si viveva avendo piena coscienza di questa verità. Nel dubbio totale sull'esistenza di qualcosa di "esterno", il filosofo Cartesio nel seicento affermava: "Cogito ergo sum". penso dunque sono, cioè affermava la realtà dell' Io. E qui viene l'obiezione fondamentale: ma gli io sono tanti ed hanno tutti la stessa rappresentazione mentale. Nel sistema filosofico di Fichte (filosofo tedesco del settecento) viene ben chiarita l'illusione della molteplicità degli io. Le tre fasi del processo, secondo Fichte, sono: 1) L'Io pone se stesso - 2) Nel momento in cui l'Io si è posto si forma l'idea di Non-Io, cioè che esista qualcosa di diverso dall'Io - 3) A questo punto l'Io, ora limitato dal Non-Io, si frammenta nella molteplicità degli esseri senzienti. Se in uno specchio c'è una immagine, quando si rompe lo specchio tutti i frammenti hanno la stessa immagine. Quanto detto non avviene nel tempo ( il tempo è insieme allo spazio una delle due categorie con cui gli esseri senzienti ordinano la percezione ), ma è un processo istantaneo, sta avvenendo adesso! E' praticamente quello che nei grandi sistemi di pensiero tradizionali viene chiamato "La Caduta". In pratica la triste situazione del singolo io empirico è dovuta ad un turbamento dell'Assoluto che si è posto come Io, creando così, non volutamente il Non-Io e frammentandosi nei singoli io. Tutte le Scienze Tradizionali miravano ad invertire questo processo. La Grande Opera degli alchimisti era appunto la trasformazione dell'operatore che prendeva coscienza dell'Io assoluto. Le monumentali opere dei Veda e delle Upanishad della civiltà indoariana mirano solo a far comprendere questa verità. Quella che nel Buddismo è chiamata l'Illuminazione è il ritorno alla consapevolezza dell' unico Io assoluto. Bisogna dare atto al Buddismo di essere stato l'unico sistema filosofico ad aver resa pubblica la via per giungere a questo stato. Anche i grandi Mistici Cristiani e Mussulmani, anche se inconsapevolmente, si sono avvicinati chi più e chi meno a questa verità.

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MARIA MADDALENA
di bardesane, 19:19

Molti Vangeli Apocrifi sostengono che Gesù avesse una compagna e quasi tutti concordano che si trattasse di Maria Maddalena. Ad esempio nel Vangelo di Filippo si legge: "La compagna del Salvatore è Maria Maddalena. Cristo la amava più di tutti gli altri discepoli e soleva spesso baciarla sulla bocca".
Nel libro "il Santo Graal" di Baigent, Leigh e Lincoln del 1982 si sostiene l'ipotesi che Gesù sarebbe stato sposato con Maria Maddalena e che, dopo la morte di Gesù, Maria, insieme ad altre donne, sarebbe fuggita dalla Palestina portando con se il figlio di Gesù. Dopo varie vicissitudini sarebbe sbarcata in Provenza e dal figlio di Gesù sarebbe nata la dinastia dei Merovingi (la leggendaria dinastia dei primi re di Francia). In numerose leggende si parla di uno sbarco di seguaci di Gesù in Provenza e tra essi è sempre citato il nome di Maria Maddalena. La tesi è riportata anche nell'opera "Legenda Aurea" di Jacopo da Verrazze.
Il fatto più sconcertante è che, dopo il restauro del dipinto "L'Ultima Cena" di Leonardo da Vinci, il personaggio a fianco di Gesù ha riacquistato i suoi tratti femminili: la barba che il personaggio aveva prima del restauro era stata aggiunta in epoca successiva, probabilmente dalla curia romana. Inoltre in una copia dell'Ultima Cena realizzata nel 1500 da un pittore anonimo e conservata nel museo Leonardo di Tongerlo in Belgio, il personaggio seduto al fianco di Gesù è ancora più evidentemente una donna. C'è infine da considerare che molte donne dipinte da Leonardo hanno i lineamenti assai simili al personaggio che nell'Ultima cena siede al fianco di Gesù.
All'epoca della prima crociata fu fondato in Gerusalemme da Goffredo di Buglione il Priorato di Sion, il cui braccio armato erano i Cavalieri Templari. Leonardo da Vinci sarebbe stato Gran Maestro del Priorato dal 1510 al 1519. Altri Gran Maestri nel corso dei secoli sarebbero stati il Botticelli, Isaac Newton e Victor Hugo. Lo scopo del Priorato sarebbe stato quello di conservare le verità segrete di cui si è accennato prima, per cui i anche più alti gradi dei Templari ne erano a conoscenza. D'altra parte, una tradizione esoterica dice che Goffredo di Buglione sarebbe stato discendente dei Merovingi e quindi di Cristo e della Maddalena.
I Merovingi erano una dinastia leggendaria, iniziati alle Scienze Esoteriche. Essi venivano chiamati "Re Taumaturghi" ed erano Re Sacerdoti, incarnazioni del Divino, come i Faraoni egiziani. Essi regnarono dal 451 al 751 dopo Cristo. Quando morivano, veniva praticato ad essi un misterioso foro sul cranio.

Vorrei aggiungere che un racconto provenzale vuole che diversi seguaci di Gesù approdassero nel 48 d.C. a Saintes-Maries-de-la-Mer, in Provenza, dopo le prime persecuzioni in patria, e qui portassero il credo cristiano. I personaggi variano a seconda delle fonti, ma quelli più spesso citati sono Maria Maddalena, Marta, Maria Salomè, Maria Jacobé (sorella di Maria madre di Gesù), Lazzaro, Massimino e una serva di nome Marcella o Sara.

In alcune sette gnostiche tra il 2° e il 5°secolo dC, Maria Maddalena giocava un ruolo simbolico molto importante. Si riteneva che per la sua vicinanza con Gesù avesse ricevuto una rivelazione speciale da Lui e conoscenze che in seguito Ella avrebbe trasmesso agli altri discepoli.
Vi è un gruppo di fonti gnostiche che afferma di aver ricevuto una tradizione di insegnamenti segreti da Gesù tramite Giovanni e Maria Maddalena. Una parte di tale rivelazione aveva a che vedere con il concetto che il divino è sia maschile che femminile. Essi interpretarono ciò nel senso simbolico e astratto in cui il divino consiste da una parte dell’Ineffabile, del Profondo, del Padre Primo e dall’altra della Grazia, del Silenzio, della Madre di ogni cosa.


La figura della Maddalena è strettamente collegata alla leggenda del Santo Graal. L’Eresia del Graal era il grande segreto delle correnti sotterranee del Medioevo, la credenza che Gesù fosse sposato e che uno dei figli, frutto dell’unione con Maria Maddalena, venne condotto in Gallia per essere il progenitore della linea di sangue merovingia. La denominazione “Santo Graal” in francese antico può essere interpretata come “Sang Real”, che significa “sangue reale”. Supponiamo per un momento che il “Graal”, il “sacro contenitore”, non era affatto un calice, ma una donna, la madre di un bambino. Ciò offrirebbe una chiave tutta nuova alla leggenda che Maria Maddalena, Lazzaro e Marta portarono il “Sang Real” in Gallia. Questa leggenda è nata in Europa occidentale ed è largamente diffusa nell’arte, nei manufatti e nel folklore del periodo medievale. La crociata albigese è stata promossa in parte per sopprimere l’Eresia del Graal, e l’Inquisizione continuò a evitarne il risorgere per secoli, ma essa rimase nei simboli e nei vangeli stessi, motivo per i quale questa credenza non può essere distrutta.

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REINCARNAZIONE
di bardesane, 19:17

Per comprendere il concetto di reincarnazione, bisogna prima definire il concetto di Karma. Il Karma è il principio secondo il quale ogni azione del corpo, della parola e della mente provoca una reazione di causa-effetto che vincola tutti gli esseri viventi al ciclo delle rinascite (Samsara).
Ogni azione virtuosa volontaria provoca benefici nella vita successiva. Ogni azione non virtuosa volontaria genera malessere e disagi nella vita successiva.
Il karma ha dunque sempre una azione negativa, perchè provoca la nascita di un nuovo essere vivente, ma i suoi effetti possono essere molto diversi: la rinascita può avvenire in un corpo di animale, di essere umano, ma può anche avvenire in uno dei tanti piani dell'esistenza superiori all'uomo. Ciò dipende da quanto rettamente si è agito durante la vita.
Le varie dottrine e filosofie che credono nella reincarnazione hanno visioni molto diverse di questo fenomeno.
Sia per l'Induismo che per il Buddismo esiste una via per sfuggire al ciclo delle rinascite.
Nell'Induismo tale via conduce alla Liberazione (Moksha), cioè alla rottura di ogni vincolo con lo spazio ed il tempo ed alla presa di coscenza dell'identità dell'anima individuale (Atman) con il Divino Assoluto (Brahman).
Per giungere alla Liberazione vi sono, nell'induismo, quattro vie: il Karma-Yoga che è la via dell'azione, il Bhakti-Yoga che è la via che usa come supporto temporaneo la credenza in un Dio personale, l'Jnana-Yoga che è la via della conoscenza ed infine il Raja-Yoga che è la via del controllo della mente.
Per il Buddismo, che invece parte dall'assioma "non esiste Dio - non esiste l'Anima", non vi è nulla che si trasferisce da un individuo all'altro, ma il Karma è solo causa della nascita di un altro essere vivente.
Nel Buddismo l'individuo si libera del ciclo delle rinascite raggiungendo l'Illuminazione mediante il nobile ottuplice sentiero: retta visione - retta intenzione - retta parola - retta azione - retta sussistenza - retto sforzo - retta presenza mentale - retta concentrazione.


Nell'antica Grecia i Pitagorici sostenevano la teoria della reicarnazione, chiamata metempsicosi. Probabilmente questa scuola derivò la teoria dai culti orfici dell'antica Grecia a loro volta influenzati dalle filosofie orientali. L'uomo secondo Pitagora è precipitato sulla terra a causa di una colpa originaria, per via della quale è costretto a trasmigrare da un corpo a un altro, non solo di umani ma anche di piante e animali. Per liberarsi da questa catena di morti e rinascite occorre ritornare allo stadio di purezza originaria dedicandosi alla contemplazione disinteressata della verità, praticando dei rituali esoterici di iniziazione e di catarsi, di purificazione. I pitagorici ritenevano che la vita del matematico fosse quella che più si avvicinasse alla condizione libera e divina in cui l'anima si trovava prima della sua caduta.
Anche Empedocle era un sostenitore della teoria della metempsicosi.
Lo stesso Platone, con la sua teoria della reminiscenza ammetteva la metempsicosi. Non si può non osservare quanto il sistema filosofico Platonico sia vicino alla filosofia induista. Egli asseriva che, a causa della "concupiscenza", cioè all'attaccamento alla illusorietà del mondo sensibile, l'anima è soggetta a reincarnarsi.
E così anche Filone di Alessandria, Plotino, Giamblico e Proclo asserivano che l'anima si reincarnava e si poteva liberare dal ciclo delle rinascite solo con un processo di ascesi.


Anche nel Cristianesimo vi sono accenni alla reincarnazione:
San Girolamo (400 d.c.), che soggiornò a lungo in Terrasanta ed in Egitto, dice: "Non conviene si parli troppo delle rinascite, perché le masse non sono in grado di comprendere."
San Giustino (150 d.c.) dice: "L'anima abita più di una volta in corpi umani, ma se si sono rese indegne di vedere Dio in seguito alle loro azioni durante incarnazioni terrestri, riprendono corpo in animali inferiori."
Sant'Agostino (380 d.c.) dice:  "La mia infanzia ha forse seguito un'altra mia età, morta prima di essa? Forse quella che ho vissuto nel ventre di mia madre? E ancora, prima di quella vita, o Dio della mia gioia, io esistevo già in qualche altro luogo o altro corpo?."
La Chiesa Cattolica rigettò definitivamente la reincarnazione solo nel Concilio indetto dall'imperatore Giustiniano nel 553 d.C. Si noti che il Papa Virgilio, pur trovandosi a Costantopoli, si rifiutò di partecipare a quel Concilio.


Quasi tutte le sette che sorsero dopo la predicazione del Cristo credevano nella reincarnazione. Inoltre tutte le sette gnostiche ritenevano che il profeta Elia si fosse rencarnato in Giovanni Battista. Esse traevano questo convincimento sopratutto da questo versetto del Vangelo di Matteo:
"Se volete accogliere Giovanni Battista, egli è l’Elia al quale mi riferivo allorché dissi che sarebbe venuto",
ma anche da altri passi delle decine di Vangeli che furono scritti nei primi due secoli dopo Cristo.


Non sono rari i casi di persone che, in regressione ipnotica, descrivono luoghi ed avvenimenti a loro sconosciuti. In qualche caso hanno anche parlato in lingue sconosciute. Queste potrebbero essere prove della reincarnazione come anche le esperienze di Déjà vu, cioè la sensazione di aver vissuto precedentemente un avvenimento o una situazione che si sta verificando.
Anche il Buddha, un attimo prima dell'Illuminazione, ebbe la visiuone di tutte le sue vite precedenti.


Questa è la famosa esclamazione del principe Siddharta quando nelle località Bodh Gaia, ora dichiarata dall'UNESCO "patrimonio dell'umanità", sotto l'albero di Bodhi, raggiunse lìlluminazione e divenne un Buddha:

" Ho corso lungo innumerevoli esistenze,
" Sperimentando la vita quale dolore che si rinnova,
" Alla ricerca di chi ha costruito la casa, senza trovarlo.
" O artefice! Ora ti ho scoperto,
" Non costruirai piu' una nuova casa!
" Sono infrante le tue travi, quella di colmo e' crollata:
" Liberata dal ciclo degli impulsi indisciplinati,
" La mente ha finalmente estinto ogni attaccamento.

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IL MISTERO DEI TEMPLARI
di bardesane, 19:15

L'ordine dei Cavalieri Templari fu fondato tra Il 1118 ed il 1120 da Ugo di Payns ed altri cavalieri reduci dalla prima crociata del 1096.
L'ordine fu fondato con lo scopo di proteggere l'incolumità dei numerosi cristiani che si recavano in pellegrinaggio a Gerusalemme: dopo la prima crociata, la maggior parte dei cavalieri era rientrata in patria ed in Terrasanta erano rimasti solo pochi cavalieri arroccati in fortezze isolate. L'ordine fu riconosciuto dalla Chiesa nel 1139 con la Bolla del papa Innocenzo II e fu definitivamente sciolto nel 1314 dopo un drammatico processo.
L'ordine cominciò ad accumulare immense ricchezze grazie ai lasciti ed alle donazioni di laici ed ecclesiastici e divenne inoltre proprietario di un gran numero di terre e castelli diffusi in tutta l'Europa.
In breve tempo divenne l'ordine più temuto ed invidiato del tempo.
I Cavalieri Templari erano distribuiti in tutta Europa ed in Medio Oriente in centinaia di sedi (Case e Castelli).
Il simbolo dell'ordine era una croce rossa in campo bianco che i cavalieri portavano anche sulle loro armature.
I cavalieri, tutti giovani provenienti dalla nobiltà europea, facevano voto di povertà, obbedienza e castità ed affidavano all'ordine tutte le loro ricchezze.
Essi erano gerarchicamente ordinati in Cavalieri (dotati di armatura pesante), Sergenti (provenienti da classi più umili e dotati di armatura leggera), Fattori (che amministravano le proprietà dell'ordine) e Cappellani (che erano sacerdoti ordinati). Ciascun cavaliere aveva a sua disposizione due o tre sergenti e sei o sette scudieri che lo assistevano sia in tempo di pace che in tempo di guerra.
L'ordine si dedicava anche ad attività bancarie e creava un gran numero di posti di lavoro per la gestione dei terreni e per la costruzione di chiese, abbazie e cattedrali.
Pare che l'ordine custodisse conoscenze segrete esoteriche: i cavalieri sarebbero stati a conoscenza di un mistero così profondo, di importanza capitale, del quale nessuno al di fuori dell'ordine ne dovesse essere informato. I Templari avrebbero preferito essere uccisi piuttosto che rivelarlo e non avrebbero esitato ad uccidere chiunque, al di fuori dell'ordine, ne fosse venuto a conoscenza. Sembra che, all'interno dello stesso ordine, esistesse una società segreta, che ne comprendeva tutti i vertici, che aveva una conoscenza compiuta della cosa, mentre gli altri cavalieri ne venivano informati per gradi. L'ordine avrebbe appreso le sue conoscenze dal Priorato di Sion fondato in Gerusalemme all'epoca della prima crociata da Goffredo di Buglione. Il segreto avrebbe a che fare con la leggendaria dinastia francese dei Merovingi del IV e V secolo dopo Cristo, che sarebbe stata originata da un figlio che Gesù avrebbe avuto dalla sua compagna Maria Maddalena fuggita in Francia dopo la morte di Gesù.
Inoltre pare che i Templari fossero a conoscenza della dottrina segreta che Gesù avrebbe comunicato solo ad alcuni suoi discepoli: il Padre Che Egli era venuto a far conoscere all'umanità era un Dio che non aveva niente a che vedere con il Dio creatore della Bibbia: quest'ultimo sarebbe stato un Dio inferiore, arrogante e geloso, "ignorante" di tutto ciò che c'era al di sopra di Lui. Il Priorato di Sion avrebbe ottenuto tali conoscenze dal contatto che i cavalieri della prima crociata ebbero in Terrasanta con comunità Cristiane gnostiche e con Mussulmani che già custodivano tali segreti.
I Templari erano anche a conoscenza dell'Alchimia, ma una loro regola precisa proibiva ai cavalieri di trasformare i metalli vili in oro. Ciò poteva essere effettuato solo in luoghi nascosti ed in segreto per le necessità dell'ordine. D'altra parte il vero scopo dell'alchimia non era di trasformare i metalli in oro, ma di trasformare l'Uomo, mettendolo in contatto con la realtà superiore: "La Grande Arte è Conoscenza".
La Chiesa era intanto venuta a conoscenza di qualcosa, per cui, tramite il re di Francia Filippo il Bello, procurò la distruzione dell'ordine: vi furono vari processi nei quali i membri dell'ordine, accusati di eresia, vennero incarcerati, torturati e mandati al rogo. Intorno al 1314 l'ordine fu completamente distrutto e tutti i suoi beni vennero incamerati dal re di Francia, ma alcuni cavalieri riuscirono a fuggire e ripararono in Scozia ed in Portogallo, dove cominciarono a fondare nuove società segrete. Pare che da alcune conoscenze geografiche segrete dei Templari, presero impulso le grandi spedizioni navali dei portoghesi e successivamente degli Spagnoli con la "scoperta" dell'America.
Molti dei Templari superstiti confluirono nell'ordine segreto dei Rosacroce, anch'esso fondato in Terrasanta all'epoca delle crociate ed anch'esso derivante dal Priorato di Sion. Pare che l'ordine dei Rosacroce esista tuttora.
Alcuni Templari ripararono anche in Svizzera dove subito assunsero posizioni di prestigio e contribuirono all'aggregazione dei cantoni in una unica nazione la cui bandiera, ancora oggi, altro non è che il simbolo dell'ordine.
Molti Templari sopravvissuti alla strage del 1314 continuarono nella loro attività di costruzione di Chiese e cattedrali piene di simboli esoterici e si formarono le prime Logge di "Frati Muratori" che poi dettero origine alla Massoneria, esistente tuttora.
Pare che gli alti gradi della Massoneria, sopratutto quella di rito scozzese, conservino ancora parte dei segreti dei Templari.

Il sito esoterico più significativo dell'ordine dei Cavalieri Templari è senz'altro la cappella di Rosslyn in Scozia. La cappella fu eretta da Sir William Sinclair, diretto discendente di quel Sinclair che partecipò alla prima crociata e contribuì alla fondazione dell'ordine Templare. Essa fu edificata in un luogo che era già sacro per i Celti.
La cappella è ricca di simboli celtici, babilonesi, egizi, biblici e massonici. Lord Sinclair la costruì servendosi di quei "Frati Muratori" che altro non erano che Cavalieri Templari sfuggiti ai massacri del 1307 e che furono il nucleo iniziale della Massoneria.
Tra le leggende relative a questa cappella vi è quella che in essa si celi un segno segreto che, una volta decifrato, rivelerebbe l'ubicazione del Santo Graal. Secondo un'altra leggenda, invece, il Santo Graal sarebbe custodito all'interno della cappella in uno scrigno di piombo murato nalla Colonna dell'Apprendista.
Pare che la cappella abbia la medesima pianta del Tempio di Salomone a Gerusalemme e che le colonne dell'Apprendista e del Maestro rappresentino rispettivamente le colonne di Boaz e Jachin situate nel Tempio di Salomone.
Tra gli enigmi della cappella vi sono le rappresentazioni di piante di mais, sconosciute in Europa prima della scoperta dell'America (1492), mentre la cappella fu costruita tra il 1446 ed il 1450. Secondo alcuni ciò proverebbe che l'Ordine Templare conoscesse il continente americano almeno da un secolo prima del viaggio di Colombo.

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PLATONE, IL MITO DELLA CAVERNA
di bardesane, 19:13

Alcuni uomini sono incatenati fin dall'infanzia in una caverna con le spalle all'uscita e quindi costretti a guardare solo verso la parete di fondo. All'uscita della caverna vi è un muretto alto circa quanto la metà dell'apertura. Dietro questo muro degli uomini trasportano sulle spalle delle statuette che rappresentano ogni genere di cose. Dietro questi uomini arde un grande fuoco ed in cielo splende il sole. Il fuoco proietta sul fondo della caverna solo le ombre delle statuette, perchè gli uomini che le trasportano sono nascosti dal muretto. Le voci dei trasportatori rimbombano come eco sul fondo della caverna, per cui i prigionieri pensano che siano le voci delle ombre delle statuette. I prigionieri sono dunque convinti che le ombre proiettate sul fondo della caverna siano l'unica realtà esistente.
Uno dei prigionieri riesce a liberarsi. Egli si volta e va verso l'uscita della caverna e scopre che le statuette e non le ombre sono la vera realtà. Uscendo dalla caverna, egli, vedendo la realtà esterna, scopre che nemmeno le statuette sono la realtà, ma solo imitazioni delle cose reali. Infine, dopo essersi abituato a quella luce abbagliante alla quale non era abituato, scopre che tutte le cose sono visibili grazie alla luce del sole.
In un primo momento egli decide di rimanere per sempre in quel luogo meraviglioso, ma poi si ricorda della situazione terribile dei suoi compagni e torna da loro per spiegargli la verità. Ma tornando all'interno della caverna, i suoi occhi, ormai abbagliati dalla luce, non distinguono più le ombre delle statuette.
Allora i compagni lo deridono e lo disprezzano e continuano a rendere i massimi onori a coloro che meglio distinguono le statuette. Infine, infastiditi del suo tentativo di scioglierli e di portarli fuori dalla caverna, lo uccidono.
SIMBOLOGIA:
-Gli schiavi incatenati rappresntano l'Uomo.
-La caverna rappresenta il nostro mondo irreale.
-Le ombre delle statuette rappresentano tutte le cose del mondo sensibile.
-Le catene rappresentano l'ignoranza e le passioni che ci inchiodano a questa vita.
-Il fuoco rappresenta l'Archè, il principio primo che permette l'esistenza delle cose del mondo sensibile, cioè il principio che ci permette di vedere le ombre della vera realtà cioè delle Idee.
-Il Sole rappresenta l'Idea suprema, il Sommo Bene, che rende tutto conoscibile.



Nella seconda parte del mito della caverna è ben chiarita la duplice scelta che si presenta a chi ha raggiunto l'illuminazione: o restare nello stato raggiunto o tornare a portare la verità agli uomini.
Nel buddismo Theravada, questa seconda figura coincide con quella di "bodhisattva" che come Budda, a causa della sua compassione per il genere umano, rinuncia temporaneamente al suo stato di illuminazione per far conoscere a tutti gli esseri senzienti il cammino verso la Verità per liberarli dalle catene di questo mondo illusorio.
In questa ottica, anche il Cristo può essere ritenuto un bodhisattva.


Platone affronta un tema già noto ai sofisti, ossia il rapporto tra ciò che  eterno, immutabile e ciò che invece non lo è, ciò che “scorre”. Con la sua dottrina delle idee, distingue tra realtà sensibile (il mondo reale, la natura che ci circonda) e mondo iperuranico, realtà eterna, immutabile. Tutto ciò che appartiene al mondo visibile, è corruttibile, soggetto a mutamento; al contrario quello che appartiene al mondo iperuranico è eterno e immutabile, atemporale e aspaziale. Tutto ciò che vediamo (es. i cavalli, gli uomini, le cose etc.) altro non è che immagini riflesse di “forme” o idee (esiste quindi l’idea di cavallo, l’idea di uomo, l’idea di tutte le cose): questa è la realtà delle idee, il mondo al di là del sensibile, del reale, dove si trovano i  modelli, o forme, dei fenomeni e delle cose esistenti in natura. Mentre la percezione del  mondo visibile è insicura e incompleta, (perché sottoposta a mutamento) solo la percezione dell’altra realtà, quella delle idee, che non cogliamo con i sensi ma percepiamo tramite la ragione, è vera, reale, eterna e universale e quindi completa.

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I ROSACROCE
di bardesane, 19:11

La realizzazione della grande opera alchemica è chiaramente rappresentata nel simbolo della misteriosa confraternita dei RosaCroce. Questo simbolo è formato da una croce di legno con al centro una rosa rossa. La croce rappresenta il corpo fisico dell'uomo e la rosa rappresenta il suo spirito in sviluppo, che, come la rosa, si dischiude lentamente alla luce della vera conoscenza.
I RosaCroce sono un leggendario ordine segreto fondato da Christian Rosenkreuz nel 1407. Questi fondò l'ordine al suo rientro in Germania dopo un lungo soggiorno in Medio Oriente dove ebbe modo di accedere alle conoscenze segrete gnostiche e dei Sufi (i mistici mussulmani) ed ebbe anche modo di studiare la tradizione ermetica e la Cabala. Egli in pratica ricostituì una catena iniziatica che era nata in Terrasanta nel 46 dopo Cristo in ambienti gnostici alla quale fu iniziato negli anni della sua pemanenza in Medio Oriente.
La confraternita dei RosaCroce operava in assoluta segretezza e le conoscenze di cui era depositaria erano note solo ai suoi Adepti che non potevano comunicarle a nessuno al di fuori della confraternita.
Ciò nonostante, intorno al 1600, cominciarono a circolare in Europa alcuni scritti rosacruciani come "Le nozze chimiche di Cristiano Rosa Croce" , la "Fama fraternitatis Rosae Crucis" e "La confessio fraternitatis" che fecero nascere un grande interesse attorno a questa società segreta.
Sembra che illustri membri della confraternita fossero stati Leonardo da Vinci, Paracelso, Nostradamus, Giordano Bruno, Francis Bacon, William Shakespeare, Galileo Galilei, Cartesio, Isaac Newton, Leibiz, Bach, Mozart, Goethe, Victor Hugo. Nell'Ordine pare che entrarono anche molti Cavalieri Templari scampati all'eccidio del 1314.
E' famosa la frase di Newton "Se ho visto più lontano è perchè stavo sulle spalle di Giganti".
C'è da notare che la Confraternita dei Rosa Croce ha contribuito alla nascita della Massoneria, senza però mai confluirvi. Resta comunque il fatto che il 18° Grado Iniziatico della Massoneria di rito scozzese è denominato "Cavaliere di RosaCroce".
La Confraternita esiste tuttora, ma opera in assoluta segretezza, per cui non ha niente a che vedere con le innumerevoli società che si definiscono "RosaCroce" sorte in gran numero ai nostri giorni.

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ALCHIMIA
di bardesane, 19:10

L'Alchimia è una scienza tradizionale le cui origini risalgono all'antico Egitto, ma forse proviene da sconosciute civiltà ancora più antiche (Atlantide?). Alla base della teoria alchemica c'è il principio che la manipolazione della materia causa una trasformazione dello spirito dell'operatore e lo mette in contatto con la reatà superiore. Dunque la trasformazione dei metalli vili in oro attraverso la pietra filosofale sarebbe solo una conseguenza secondaria della "Grande Opera": per l'alchimista la materia ha una realtà spirituale. I due principi fondamentali sono lo Zolfo (simbolo del maschile) ed il Mercurio (simbolo del femminile). Si noti che nella grande opera si partiva sempre dal Mercurio e gli alchimisti nulla sapevano della Chimica moderna: il Mercurio ha numero atomico 80 e l'Oro 79, cioè ora noi sappiamo che basterebbe togliere un protone dall'atomo di Mercurio per trasformarlo in Oro. Si dice che la Grande Opera porti anche all'immortalità dell'operatore.
"Solve et Coagula": L'opera alchemica veniva compiuta in gran segreto nel forno alchemico, chiamato Atanor. Per lunghi anni la materia di partenza subiva nell'Atanor i processi di putrefazione, calcinazione, distillazione e sublimazione passando dallo stato di "nigredo" a quello di "albedo" a quello di "rubedo".
Il risultato finale della "Grande Opera" era la Pietra Filosofale. Mescolando due parti di Pietra Filosofale e quattro parti di Fermento si otteneva la "Polvere di Proiezione". Il Fermento era costituito da Zolfo e Mercurio filosofici. La Polvere di Proiezione, gettata in un crogiuolo dove si trovava un metallo vile fuso (preferibilmente piombo), lo trasformava in oro. Oltre alla propietà di trasformare i metalli vili in oro, la Polvere di Proiezione forniva un elisir di lunga vita in grado di dare l'immortalità all'operatore ed una panacea universale in grado di guarire tutte le malattie. Ma la proprietà fondamentale della Polvere di Proiezione era di dare all'Operatore l'onniscienza e di metterlo in contatto con la realtà superiore.
Dall'Alchimia egizia sono derivate l'Alchimia greco-alessandrina, cinese, indiana, islamica e le grandi società segrete alchemiche dell'Europa Medioevale. Anche i Templari ed i Rosacroce conservavano in segreto le conoscenze di questa Arte.
Sulle facciate di molte cattedrali dell'Europa medioevale sono evidenti i simboli alchemici e su alcune di esse si può leggere tutto lo sviluppo della "Grande Opera".
Grandi alchimisti italiani furono Paracelso, Cagliostro ed il principe Raimondo di Sangro che edificò la famosa Cappella di San Severo a Napoli, ricca di simboli alchemici e liberamente visitabile.
Famosa è anche la Porta Alchemica, sita in Roma in piazza Vittorio.

Pare che tutte le grandi cattedrali gotiche siano state costruite per trasmettere ai posteri la Grande Opera Alchemica. Qusto concetto è ben esposto dalle due opere di Fulcanelli "Il Mistero delle Cattedrali" del 1926 e "Le Dimore Filosofali" del 1931. Fulcanelli fu forse l'ultimo grande alchimista. Egli fu un personaggio misterioso e non ne è mai stata svelata la vera identità. Sono state fatte moltissime ipotesi sulla sua vera identità. Tra le tante ipotesi è stato fatto il nome del fisco Jules Violle e del chimico Pierre Curie (lo scopritore dell'elemento Radio). Quel che è certo è che, dopo la pubblicazione dei due libri, Fulcanelli è scomparso nel nulla !

Di tutte le Vie Tradizionali per giungere alla conoscenza, L'Alchimia è quella più "Occidentale", in quanto è parte integrante della Filosofia Ermetica.
L'iniziatore della Tradizione Ermetica fu Ermete Trismegisto (tre volte grande) mitica figura dell'antico Egitto, spesso identificata con il Dio Thot che i Greci assimilarono ad Ermes (Mercurio).
La sua opera fondamentale fu il Corpus Hermeticum tramandata nei secoli e poi giunta nell'Europa Medioevale attraverso Bisanzio.
Alla Tradizione Ermetica avrebbero attinto la Scuola Pitagorica e successivamente Platone.
Ad Ermete Trismegisto è attribuita la Tavola di Smeraldo, un testo sapienziale che secondo la leggenda sarebbe stato ritrovato in Egitto, prima dell'era cristiana. Il testo era inciso su una lastra di smeraldo ed è stato tradotto dall'arabo al latino nel 1250. Esso rappresenta il documento più celebre degli scritti ermetici.
La tradizione vuole che Ermete incise le parole della Tavola su una lastra verde di smeraldo con la punta di un diamante. La tavola fu ritrovata nella tomba di Ermete da Alessandro il Grande o secondo alcuni da Sara, moglie di Abramo.
Essa è ritenuta la sintesi dell'Ermetismo e la base dell'Alchimia. Ecco il testo in italiano:

Questo è vero senza menzogna, certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.
E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica per adattamento.
Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.
Il padre di ogni telesma, di tutto il mondo è qui. La sua forza è intera se essa è convertita in terra
Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria
Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori
Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te
È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida
Così è stato creato il mondo
Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui
È perciò che sono stato chiamato Ermete Trimegisto, possedendo le tre parti della Filosofia del mondo intero
Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e terminato.

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IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI (BARDO THODOL)
di bardesane, 19:03

Il Bardo Thodol è un libro tibetano che fu scritto nell'ottavo secolo. Esso contiene le istruzioni per il moribondo che gli vengono recitate all'orecchio nel momento del trapasso.
Il libro fu tenuto segreto fino agli inizi del XX secolo, poi nel 1917 fu scoperto da un viaggiatore inglese e tradotto nel 1927 dopo lunghi anni di lavoro. Attualmente se ne trovano edizioni in tutte le lingue, anche in italiano.
Per comprendere il testo bisogna considerare che il Buddismo considera scopo primario dell'uomo raggiungere l'Illuminazione, cioè la piena coscienza dell'irrealtà del mondo sensibile e quindi anche del proprio io. Nel Buddismo sono sconosciuti i concetti di Dio e di Anima.
Secondo i buddisti tibetani questa credenza è causata dall’ignoranza circa la vera natura dell’esistenza. Questo intende affermare il buddismo quando dice che il mondo è irreale. Il rimedio a questa ignoranza
consiste nel vedere al di là dell’illusione. Per giungere a questo stadio è necessario riconoscere le proprie proiezioni del mondo e dissolvere il senso del sé nel vacuo e nel luminoso.
Il Buddismo ha recepito il concetto induista che durante la vita l'uomo accumula il Karma. Questo Karma è la causa della nascita di un nuovo individuo dopo la morte. Se il Karma è negativo, si può rinascere anche come animale; se il Karma è positivo si può rinascere anche in uno dei tanti stati spirituali superiori all'uomo, ma neanche questo è un fatto positivo, perchè anche questi stati sono soggetti alla legge del Karma.
La recita del Bardo Thodol al morente è un tentativo di fargli raggiungere l'illuminazione mentre si trova nello stato di Bardo, cioè nell'intervallo di tempo che precede una nuova rinascita.
Nella stragrande maggioranza dei casi questo scopo non viene raggiunto, ma, come effetto secondario, si può far ottenere al morente una buona rinascita, come essere umano dotato di quelle qualità intellettuali che potrebbero consentirgli di raggiungere l'illuminazione nella nuova vita.
L'insegnamento fodamentale che il Bardo Thodol da al morente è che tutte le visioni che gli appariranno sono solo proiezioni della sua mente e che quindi egli deve assolutamente evitare di esserne attirato.
E' doveroso notare che molte di queste visioni coincidono con le descrizioni fatte dalle persone tornate in vita dopo una morte apparente.
Solo a titolo di esempio, riporto qualche brano del testo:

"Figlio di nobile famiglia, ora, la cosiddetta morte è giunta ; perciò ora
assumerai l’atteggiamento dello stato di mente illuminato, di benevolenza
e compassione, e realizzerai l’illuminazione perfetta per il bene di
tutti gli esseri. Senza abbandonare questo atteggiamento ricorda e
pratica tutti gli insegnamenti ricevuti in passato. Figlio di nobile
famiglia, ascolta. La pura luminosità della dhàrmata splende ora di
fronte a te, riconoscila. In questo momento il tuo stato mentale è pura,
naturale vacuità, non possiede natura propria, né sostanza, né qualità.
La tua mente è luminosa e vacua, nella forma di una grande massa di luce,
è il buddha della luce immortale. Riconoscilo."

"Vai avanti pronunciando queste parole con chiarezza, distintamente,
comprendendo il loro significato., non dimenticarle perché il punto
essenziale è riconoscere con certezza tutto ciò che appare per quanto
terrificante, come tua proiezione... Non avere paura, non smarrirti.
Questa è la radiosità naturale della tua dhàrmata, riconoscila.
Figlio di nobile famiglia, Se non avrai compreso questo punto essenziale
non riconoscerai i suoni, la luce e i raggi e continuerai a vagare in
samsara.
Svegliandoti dal tuo torpore ti chiederai che cosa ti sia accaduto :
riconosci tutto ciò come stato di bardo."

"Figlio di nobile famiglia, ora ti appariranno le quarantadue divinità
sambogakaya, esse appariranno dal tuo cuore, sono le forme dure delle tue
proiezioni, riconoscile.
Queste visioni non provengono da nessun luogo, sono la primordiale
manifestazione spontanea della tua mente. Figlio di nobile famiglia
queste immagini non sono né grandi né piccole, esse hanno proporzioni
perfette. Ciascuna ha i suoi propri ornamenti, il proprio abito, colore,
posizione, un trono e simboli particolari. Sono suddivise in cinque
coppie, ognuna circondata da un alone di luce di cinque colori. L’intero
mandala apparirà nella sua totalità, e appariranno le divinità maschili e
femminili, riconoscile."

"Figlio di nobile famiglia , si sono finora presentati sulla pericolosa
strada del bardo le divinità pacifiche, non hai riconosciuto le
proiezioni della tua mente, il tuo karma negativo è molto forte. Ora
appariranno le cinquantotto divinità infuriate, fiammeggianti, bevitrici
di sangue. Sarai sopraffatto da un’intensa paura e riconoscerle ti sarà
più difficile. Ma se arrivi a riconoscerle anche un poco la liberazione
sarà facile perché col sorgere di queste terribile paure la mente non ha
tempo di distrarsi e si concentra a fondo."

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Lunedì, 28. Dicembre 2009
LA CABALA
di bardesane, 19:06

La Cabala (Qabbaláh, "ciò che è stato ricevuto") è la tradizione esoterica Ebraica. Essa è nata tra le comunità giudaiche della diaspora a partire dal VI° secolo dopo Cristo. Appunto in quest'epoca apparve il principale testo cabalistico, lo Sépher Yetziràh. Più tardi, nel XIII° secolo dopo Cristo, apparve lo Zohar che molti ritengono il testo cabalistico fondamentale. In questi testi si tenta di esprimere con parole e di sistemare in una dottrina organica le esperienze dei grandi mistici ebraici.
La Cabala riguarda l'aspetto segreto del creato e si basa essenzialmente sul concetto delle Sephiroth (singolare = Sephirath).
Esse sono le potenze dell'attività divina, ma sono contenute nel divino stesso. Esse sono le emanazioni di En Sof, il Dio nascosto, infinito, inconoscibile. Pur essendo emanate da Dio, fanno parte di Dio stesso.
Le Sephiroth sono dieci e sono ordinate in via gerarchica nell'albero della vita. La più vicina a En Sof è Keter (corona); seguono Binah (la conoscenza) e Hokmah (la saggezza); ad un livello inferiore troviamo Gevurah (la forza) ed Hesed (la misericordia); poi al quarto livello dell'albero della vita trovamo Tiferet (la bellezza); più in basso vi sono Hod (la gloria) ed Netzah (l'eternità); al sesto livello c'è Yesod (la fondazione); per ultima c'è Malkuth (il regno). La componente materiale delle Sephiroth aumenta man mano che ci si allontana dal principio emanatore En Sof.
Mentre le Sephiroth sono parte del Divino, tutto ciò che è al di sotto di Malkuth non ne fa parte, per cui, mentre per le Sephirot si parla di emanazione, per questo mondo inferiore si parla di creazione.
Le dieci Sephiroth sono collegate tra loro da ventidue sentieri corrispondenti alle ventidue lettere dell'alfabeto ebraico ed ai ventidue arcani Maggiori dei Tarocchi.
Secondo la tradizione cabalistica, En Sof si contrasse per poter emanare la sua energia nella forma delle Sephirot. La contrazione era necessaria perchè En Sof era il Tutto e non vi sarebbe stato spazio per nient'altro. L'emanazione delle Sephirot avviene in una realtà atemporale, perchè il Tempo esiste solo nel mondo inferiore a Malkuth.
Le Sephirot vengono percepite dal mistico nella sua ascesi a partire dalla più vicina al mondo materiale Malkuth per risalire alle superiori a seconda del grado di conoscenza che egli raggiunge.
Come si vede la dottrina cabalistica ha molti aspetti in comune coll'emanazionismo neoplatonico di Plotino, ma anche con lo Gnosticismo in quanto il concetto di Sephirath può essere accostato a quello di Eone degli gnostici.

Le Sephiroth derivano da En Sof per emanazione. L'albero delle Sephiroth costituisce Adam Qadmon, l'Adamo primordiale. Keter è la sua corona e genera Hokmah e Binah. Hokmah è la Sapienza primordiale e Binah è l'intelligenza, il grembo, la Madre Divina. Binah riceve il seme da Hokmah e genera le sette Sephiroth inferiori. Keter, Hokmath e Binah costituiscono la testa del corpo divino dell'Adam Qadmon. La coppia di Hesed e Gevurah sono le braccia. Tiferet è la parte centrale del corpo. Netzah ed Hod sono le gambe. Yesod è l'organo genitale maschile, la forza generativa dell'universo. Attraverso di Yesod vengono incanalate, verso l’ultima Sefirah, Malkuth, luce e forza delle precedenti Sefiroth. Malkuth è anche nota come Shekinah. Dall’alto in basso, le Sefiroth rappresentano il dramma dell’emanazione, il passaggio dall’En Sof alla creazione. Dal basso in alto, le Sefiroth costituiscono una scala che sale verso l’Uno.

Vorrei aggiungere che Nella letteratura esoterica ebraica la Shekinah indica la manifestazione e la presenza di Dio. Essa indica l'immanenza di Dio nel mondo, la Sua eterna presenza.
L'esoterismo Ebraico esclude che il divino possegga veramente dei tratti antropomorfici, quali emozioni e sentimenti, e considera coloro che ancora vivono un rapporto col divino nella forma di una relazione interpersonale come dei “minorati” spirituali, dei bambini non ancora cresciuti.
Vorre poi porre in evidenza che il processo di emanazione viene ripercorso all'inverso dal mistico ebraico nella sua ascesi.

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Domenica, 27. Dicembre 2009
SIMBOLOGIA DEL SERPENTE
di bardesane, 18:29

In tutte le civiltà tradizionali il Sepente è sempre stato un simbolo di grande rilievo. Solo nella Bibbia questo essere simbolico ha un aspetto negativo: egli è antitetico al Dio creatore e spinge Adamo ed Eva alla disobbedienza. Nella cultura cristiana è simbolo dell'astuzia che incita al peccato: la Vergine lo schiaccia sotto il piede.
Per gli Gnostici cristiani, invece, il serpente è il simbolo della conoscenza, della Gnosi: egli apre gli occhi ad Adamo ed Eva e li induce a disubbidire ai comandi del Dio creatore: un Dio geloso, arrogante, vendicativo, "ignorante" di tutto ciò che vi è al di sopra di lui. Mangiando il frutto dell'Albero della Conoscenza, essi conoscono la Verità: il Dio creatore è un Dio inferiore, un aborto generato da un turbamento del Pleroma, la realtà superiore emanata dall'Uno inconoscibile.
Nell'antico Egitto il Serpente era raffigurato nel copricapo del Faraone, sinonimo di Saggezza e Conoscenza.
Nella filosofia dello Yoga indiano il serpente arrotolato e addormentato è il simbolo di Kundalini: La conoscenza addormentata che risiede alla base della colonna vertebrale. Con le tecniche Yoga essa viene gradualmente risvegliata e risale lungo la Shusumna attraversando i Chakra fino a giungere all'ultimo nodo alla sommità del capo. Essa risveglia i singoli Chakra e giunta al settimo completa il suo risveglio, portando l'individuo nello stato che viene comunemente definito realizzazione del sé o illuminazione.
In quasi tutte le civiltà dell'America precolombiana veniva adorato il Serpente Piumato. Questa divinità era adorata con nomi diversi da olmechi, mixtechi, toltechi, aztechi, maya e quichè. Era la divinità che aveva portato la conoscenza agli uomini. Presso gli Aztechi il suo nome era Quetzalcoatl ed era il Signore del Sapere. I Maya lo chiamavano Kukulkan, i Quichè Gukumatz. Quetzalcoatl insegnò agli uomini a misurare il tempo e capire le stelle e stabilì il corso dell’anno e delle stagioni; insegnò anche a coltivare il mais. Secondo la leggenda, Quetzalcoatl scomparve in cielo, ma un giorno ritornerà.
Nei Tarocchi troviamo il serpente nell'Arcano Maggiore dell'Eremita. Egli, simbolo della conoscenza, precede l'Eremita nel suo cammino verso l'illuminazione.
Il Dio Mercurio veniva spesso raffigurato con in mano il caduceo: due serpenti attorcigliati attorno ad un bastone. Questo stesso simbolo, prima che di Mercurio, era caratteristico di Ermete Trismegisto, il mitico personaggio che insegnò all'Umanità la via segreta alla conoscenza agli albori della civiltà. Il caduceo rappresentava la sintesi del sapere universale.
Concludendo possiamo affermare che il significato Tradizionale del simbolo del serpente è quello della Conoscenza Suprema, obiettivo finale di tutte le scienze esoteriche.
Tra le numerose sette gnostiche del II° secolo, gli Ofiti, detti anche Naasseni, veneravano specificatamente il Serpente.
Il Serpente era ritenuto elargitore agli uomini della conoscenza del Bene e del Male preclusa dal Dio del Vecchio Testamento, creatore del mondo, ma, ritenuto dalla Gnosi, inferiore al Dio supremo.
Secondo gli Ofiti, il Serpente era stato mandato da Sophia (la Sapienza) per convincere gli uomini a mangiare il frutto proibito della Conoscenza per rendersi conto di livelli divini ben superiori a quelli del loro creatore: il Serpente è colui che dà la Gnosis, la conoscenza illuminata del bene e del male; è il Serpente l’elemento positivo al quale rendere culto e rivolgersi come via per la salvezza. Una redenzione che può venire raggiunta, proprio con il disprezzo della carne, della materia, anche attraverso il libertinismo più perverso.
Nella loro Dottrina Il Serpente, il tentatore, appare nelle vesti del liberatore, di colui che solleva l’uomo al di là del bene e del male, al di là della "legge", al di là del Dio antico, nemico della libertà.
La maggior parte delle opere degli Ofiti sono state distrutte dalla Chiesa Cattolica e quel poco che sappiamo di loro è dovuto o a pochi ritrovamenti tra gli scritti di Nag Hammadi o a quanto scritto contro di loro dai Padri della Chiesa.
Nell'opera "Adversus Haereses (contro gli eretici)" di S. Epifanio troviamo la citazione di uno dei pochissimi scritti originali degli Ofiti che ci sono pervenuti:
"Noi veneriamo il Serpente, perché Dio ha fatto per suo mezzo la Gnosi per l’umanità. Ialdabaoth (il Demiurgo, che era il ‘dio degli ebrei’) non ha avuto rapporti con gli uomini e non ha alcuna connessione con la Madre o il Padre in alto. Fu il Serpente che, con la tentazione, ha portato loro la Gnosi; ha insegnato all’uomo e alla donna la completa conoscenza dei misteri dall’alto. Per questo motivo suo padre Ialdabaoth è impazzito di furore, e l’ha cacciato giù dal cielo".

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RELIGIONI MISTERICHE DELL'ANTICA GRECIA
di bardesane, 17:36

Le Religioni Misteriche nacquero nelle antiche società primitive per approdare poi definitivamente nell'antica Grecia. La parola misteri deriva dalla radice indoeuropea "mu" che aveva il significato di "chiudere la bocca".
La principale caratteristica di queste Religioni era il segreto: la vera natura della Dottrina era rivelata soltanto agli "iniziati" che avevano l'obbligo di mantenere il segreto.
Queste Religioni avevano un carattere "salvifico", cioè l'azione iniziatica era destinata a realizzare una realtà superiore: attraverso vari gradi di iniziazione, gli adepti giungono alla visione ed alla identificazione con il Divino ed ottengono la liberazione dalla realtà empirica materiale ed il superamento dello stato umano.
Caratterizzazione comune di tutte queste Religioni misteriche era la morte rituale, la discesa agli inferi, il viaggio dell'uomo nella profondità più oscura del proprio essere alla quale seguiva la nuova nascita: il sorgere del Sole interiore, il Sole di mezzanotte  di cui parla Apuleio nell'asino d'Oro.
Queste Religioni dunque si inquadrano nella grande Tradizione Esoterica che mira al superamento dell'uomo empirico per giungere alla realizzazione della Conoscenza Suprema ed alla identificazione con il  Divino.
Le principali Religioni Misteriche in Grecia furono il culto di Dionisio, i misteri Orfici ed i misteri Eleusini.
Col diffondersi della civiltà ellenistica, dopo la morte di Alessandro Magno, anche i misteri orientali si diffusero in tutto il mondo ed il loro sviluppo proseguì poi nell'Impero Romano. Tra questi ricordiamo i culti di Cibele, Iside e Mitra.
I Misteri dell'antica Grecia erano caratterizzati da particolari riti. In questi riti si celebrava l'entrata nell'oscurità e la successiva uscita verso la luce.
Proclo scrive che il Rito Misterico "provoca consonanza delle anime con il rito in una maniera a noi incomprensibile, e divina, di modo che alcuni degli inziandi sono presi dal panico, colmi come sono di divino orrore; altri si assimilano ai simboli sacri, abbandonano la loro identità, acquistano familiarità con gli dei, e sperimentano la possessione divina"
Secondo Plutarco, in questi riti, l'iniziato anticipa l'esperienza della morte:
"Dapprima si erra faticosamente, smarriti, correndo timorosi attraverso le tenebre senza raggiungere alcuna meta; poi, prima della fine, si è invasi da ogni tipo di terrore, spavento, tremore, sudore e angoscia. Finalmente una meravigliosa luce viene incontro e si è accolti da luoghi puri e da prati, dove risuonano voci e si vedono danze, dove si odono solenni canti ieratici e si hanno sante apparizioni. Tra questi suoni e queste visioni, ormai perfetti e pienamente iniziati, si diviene liberi e si procede senza vincoli con ghirlande di fiori sul capo, celebrando i sacri riti assieme agli uomini santi e puri; si osserva la massa degli uomini che vivono qui sulla terra, non iniziati e non purificati, calpestarsi e spingersi insieme nel fango e nella polvere, attanagliati dalla paura per i mali della morte a causa della mancanza di fiducia nei beni dell'Aldilà. Così si può comprendere come l'intreccio e la connessione con il corpo sia per l'anima contro natura".
D'altra parte la Dottrina comune a tutte le religioni Misteriche affermava che la nostra anima è di origine divina ed un tempo visse in seno agli Dei, ma essa commise un peccato e per scontarne poi la pena fu condannata alla prigionia del corpo; anzi essa deve abitare uno dopo l'altro i corpi di diversi animali ed uomini prima di potersi riscattare e tornare ad essere accolta nella cerchia degli Dei.
Nelle Religioni Misteriche si vede chiaramente l'influsso delle grandi tradizioni orientali, dalle quali probabilmente hanno derivato la Dottrina. In esse sono presenti i concetti induisti di reincarnazione e di Illuminazione intesa come liberazione dal ciclo delle rinascite e ricongiungimento con il Divino.
Ai culti misterici hanno poi probabilmente attinto il Cristianesimo e lo Gnosticismo. Tra i culti misterici più antichi vi è quello di Mitra il cui mito ha moltissime analogie con quello di Cristo. Invece il concetto di Anima caduta per un errore e prigioniera del corpo è stato ripreso da quasi tutte le scuole Gnostiche.

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Lunedì, 21. Dicembre 2009
L'ESOTERISMO DI DANTE
di bardesane, 19:25

Dante Alighieri faceva parte di un ordine segreto iniziatico "I Fedeli d'Amore" insieme a molti altri poeti del Dolce Stil Novo. In tutti i loro scritti troviamo il simbolismo della Donna inteso come sapienza Trascendente. Questo simbolismo ricorda molto il concetto di Sophia degli Gnostici. La Donna eleva l'Uomo al di sopra della conoscenza empirica. D'altro canto la Divina Commedia è la descrizione della "Discesa agli Inferi" con l'entrata nell'oscurità e la successiva risalita alla Luce. Questa "Discesa agli Inferi" è caratteristica di molte Tradizioni esoteriche come i Misteri dell'antica Grecia o l'Alchimia.
Nel caso dei Fedeli d’Amore, l’iniziazione era legata fortemente ad un’illuminazione interiore ed individuale che veniva antropomorfizzata sotto forma di amore per una donna (o dama), che acquisiva una valenza doppia: da un lato, ella era oggetto dell’amore del Fedele in quanto essere umano e, dall’altro, trasposizione simbolica di quell’anelito d’amore che conduce ad una ricongiunzione col divino.
D'altra parte la parola latina Amor (Amore) è l'antitetico della parola Mors (Morte): a-mors (alfa privativa) ed entrambe le parole derivano dalle analoghe parole in sanscrito, la lingua originaria degli Indoariani.
La Morte era intesa come lo stato ordinario della nostra vita e l'Amore la sua sconfitta.
Oltre Dante appartennero con certezza a questo ordine Cavalcanti, Guinizelli e Raffaello.

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Venerdì, 18. Dicembre 2009
YOGA
di bardesane, 19:12

Lo Yoga è l'insieme delle tecniche mentali e fisiche che consentono il raggiungimento dello stato di illuminazione e di congiungimento con il divino. Esistono cinque tipi di yoga, ma in Occidente viene chiamato genericamente yoga quello che per l'induismo è lo Hatha Yoga, cioè lo yoga fisico ed è comune il fraintedimento che questa disciplina serva solo a migliorare il proprio benessere fisico e mentale.
I cinque tipi di yoga sono:

Jnana yoga (yoga della conoscenza)
Bhakti yoga (yoga della devozione)
Karma yoga (yoga dell'azione)
Raja yoga (yoga della mente)
Hatha yoga (yoga fisico)

JNANA YOGA: è lo yoga della scuola di pensiero Advaita vedanta. Lo scopo di questo yoga è il raggiungimento della consapevolezza dell'identità del proprio "Se" (Atman) con il principio universale, il Brahman. Si ottiene in tal modo la liberazione (Moksha) dal Samsara, cioè dal mondo illusorio dove siamo imprigionati. La causa di tutta la sofferenza e degli attaccamenti è l'ignoranza metafisica (Avidya); essa agisce come un velo (Maya) che ci impedisce di percepire la nostra natura reale e divina. Nella sua ignoranza, l'anima individuale (jiva) stupidamente si convince di essere separata e diversa dal Brahman. La conoscenza del Brahman rimuove questo velo permettendo il raggiungimento della Moksha.
Si tratta in definitiva di acquisire la reale consapevolezza che non esiste nulla al di fuori della nostra mente e che noi siamo incatenati e prigionieri in questo mondo mentale ed illusorio e che l'unico vero "pensante" universale è il Brahman.

BHAKTI YOGA: è uno yoga per le persone meno evolute spiritualmente. Si basa sulla devozione (Bhakti) in Dio. Questo yoga è il più adatto alla maggioranza dell'Umanità, perchè non richiede spiccate capacità intellettive o abilità particolari. Non ha importanza a quale Dio sia rivolto questo intenso Amore, sia esso Cristo, Allah, Visnu o Shiva. Tutti i grandi mistici cristiani e mussulmani hanno inconsapevolmente praticato il Bhakti yoga per raggiungere la loro liberazione.

KARMA YOGA: e' lo yoga dell'azione. L'uomo che pratica il Karma yoga continua a vivere come sempre la propria vita, ma compie con distacco tutte le proprie azioni senza alcun interesse per i loro risultati. Le azioni svolte con distacco, senza desiderio o avversione, in armonia con la legge naturale, non producono karma ed in tal modo si progredisce sulla via della liberazione.

RAJA YOGA: è lo yoga che ha il suo fondamento nel controllo della mente. Questo yoga insegna la padronanza dei sensi e delle fluttuazioni del pensiero. La tecnica del raja yoga si basa dunque sulla concentrazione e sulla meditazione per giungere alla liberazione finale. La nostra mente è come una scimmia che salta di ramo in ramo e lo stadio iniziale di questa disciplina è il più difficile e consiste nel "fermare la scimmia" per ottenere quel silenzio interno che ci fa scorgere il divino che è in noi.


HATHA YOGA: è lo yoga basato su antichissime discipline fisiche e psichiche originarie delle scuole iniziatiche dell'India e del Tibet. Si inizia con gli Asana (posizioni del corpo per meditare). Poi si procede con il Pranayama che è un insieme di tecniche di respirazione. Lo stadio finale di questo yoga è la meditazione finalizzata al raggiungimento del Samadhi (liberazione).

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Sabato, 24. Ottobre 2009
PRIMI PASSI SULLA VIA INIZIATICA
di bardesane, 17:03

Il punto centrale di ogni insegnamento esoterico è che non vi è nulla di esterno alla propria mente. Anni ed anni di progresso spirituale dell'adepto iniziato conducono lentamente verso questa consapevolezza.
L'uomo comune vive proiettato verso l'esterno, convinto dell'esistenza di un mondo al di fuori di lui. Secondo le Dottrine Tradizionali questa convinzione è dovuta all' "ignoranza" intesa come l'errore che crea la distinzione tra Soggetto ed Oggetto e la credenza dell'esistenza di un io individuale, separato dal mondo.
L'Uomo ordina la sua esperienza mentale mediante le categorie dello spazio e del tempo che non hanno alcuna realtà oggettiva e sono le più difficili da spezzare: sono i pilastri della prigione mentale nella quale siamo prigionieri.
Quando nell'Adepto sorge la Consapevolezza, in lui si distrugge la credenza nell'io individuale e nell'esistenza di un mondo esterno separato dall'io. Egli si fonde con l'unico Principio Universale. Questo stato che egli raggiunge viene chiamato "illuminazione" o "liberazione".
La via per giungere a questa liberazione è stata indicata da pochi uomini che hanno raggiunto il traguardo è che hanno tentato, per compassione, di indicare il sentiero all'umanità. Questi uomini non hanno mai scritto niente perchè il loro insegnamento non è trasmettibile con le sole parole. La conoscenza teorica più sopra esposta non serve a niente: l'Adepto deve giungere alla conoscenza reale.
Spesso purtroppo sulla figura di questi uomini sono state costruite Chiese e Religioni che hanno sempre avuto un effetto nefasto per il progresso sul sentiero della conoscenza.
E' bene chiarire che, in questo quadro, la parola "Dio" non ha alcun significato ed altro non è che una delle tante parole inventate dall'Uomo.
Per restare nella Tradizione Occidentale citiamo la famosa frase di Gesù riportata nel Vangelo di Tommaso: "Il Regno dei Cieli è dentro di voi e fuori di voi. Colui che trova il senso segreto di queste parole non assaggerà la morte".
Tutta la monumentale opera delle Upanishad della Tradizione Induista altro non è che il tentativo di comunicare queste verità: secondo la scuola dell'Advaita Vedanta il discepolo deve raggiungere la consapevolezza dell'identità del Se (Atman individuale) col principio universale (Brahman) e distruggere in tal modo la credenza illusoria dell'esistenza di qualcosa di esterno alla mente.
Veda ed Upanishad furono scritti dai discepoli che avevano ascoltato le parole di quegli asceti che, dopo anni di meditazione in solitudine nelle foreste, avevano raggiunto l'Illuminazione.
Riportiamo solo due brevi frasi tratte dalle Upanishad:
"Questo supremo Brahman, Atman universale, immensa dimora di tutto ciò che esiste, più sottile di ogni cosa sottile, costante: in verità é te stesso, perché Tu sei Quello" (Kaivalya Upanishad, I, 16).
"Quando si é conosciuto l'Atman supremo, che riposa in un posto nascosto, senza parti e senza dualità, quale Testimone, esente dall'essere e dal non-essere, si perviene alla condizione dell'atman universale" (Kaivalya Upanishad II, 23-24).
Tra le vie che conducono alla Liberazione, forse il Buddismo è la più lucida e lineare. La seconda nobile verità recita così:
"L'origine della nostra sofferenza è nella credenza dell'esistenza reale del proprio io. Questa è dovuta all' attaccamento ad un mondo esterno che è altrettanto irreale. Questo attaccamento si manifesta come brama di esistere, brama di oggetti sensuali, ricerca della felicità in ciò che è transitorio . L'attaccamento è causato dall' Ignoranza".
Significativa è anche questa frase del Buddha:
"Esiste, o monaci, un non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato. Se non ci fosse questo non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato, non si potrebbe scorgere via di scampo dal nato, evoluto, fatto, condizionato. Ma poiché, invece, c'è un non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato, si scorge una via di scampo dal nato, diventato, fatto, condizionato".
Mi rendo conto che per molti lettori queste brevi riflessioni possano sembrare prive di senso, ma tu, mettiti in un luogo appartato, fai silenzio dentro di te e guarda gli oggetti "fuori" di te. Sii consapevole che sono dentro la tua mente. Ora cammina per la stanza: dove credi di andare? Sei ancora nella tua mente. Chi è che pensa queste cose? Il tuo io? Ma non ti accorgi che il tuo io è solo l'aggregato di tutte queste cose che sono nella tua mente? Chi è allora il Testimone? Chi ha creato questa prigione?

[Non c'è nulla di nascosto che non debba essere rivelato e nulla di segreto che non debba essere conosciuto]. (Gesù di Nazareth).

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